54 delle 56 persone hanno una sistemazione; 23 restano nel perimetro, riprende la bonifica e il parlamento ha stanziato 2,59 miliardi
Delle 56 persone costrette a lasciare il perimetro di sicurezza dell'ex deposito di munizioni a Mitholz (BE), 54 hanno trovato una soluzione in vista dei lavori di rimozione dei residuati bellici. Lo si legge in un rapporto pubblicato oggi da Armasuisse.
Alcune delle persone coinvolte si sono già trasferite, ma 23 vivono ancora nel perimetro, riferisce l'Ufficio federale dell'armamento. Per trovare soluzioni, il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) è a disposizione quale fonte di sostegno.
Anche le aziende agricole devono lasciare il perimetro di sicurezza. A seguito del trasferimento o del cambio di sede all'interno del comune si liberano terreni che devono essere coltivati da altre aziende. Ora gli agricoltori, in collaborazione con la Confederazione e il centro di consulenza agricola Inforama, hanno proceduto a una nuova ripartizione dei terreni, in modo da garantire le condizioni di esistenza per le aziende locali. Tuttavia la gestione dei terreni agricoli non è semplice, visto che nel corso dei lavori di sgombero la superficie a disposizione cambia e non è possibile garantire una gestione continuativa.
Con l'arrivo della primavera possono riprendere i lavori di bonifica del suolo. Gli specialisti stanno cercando in particolare munizioni di calibro 4,7 centimetri fino a 30 centimetri di profondità.
Nel frattempo è stato individuato anche un accesso a una galleria cieca all'interno della montagna, finora irraggiungibile. Anche lì, come nelle altre cavità sepolte all'interno della montagna, si presume la presenza di residui di munizioni risalenti alla Seconda guerra mondiale. A gennaio è stata effettuata una prima ricognizione.
Costruito durante la Seconda guerra mondiale nella montagna, il deposito di munizioni sotterraneo dell'Esercito svizzero esplose nel 1947. Nove persone morirono e il villaggio fu devastato.
Tuttora sussiste un rischio di esplosione più alto di quanto si riteneva in passato. Il parlamento federale ha quindi stanziato nel 2023 un credito di 2,59 miliardi di franchi per i lavori di sgombero.