Svizzera

I Verdi svizzeri chiedono l'abbandono dei combustibili fossili

Approvata risoluzione per una transizione energetica equa e sostenibile.

21 marzo 2026
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Durante l'assemblea tenutasi oggi a Liestal, nel cantone di Basilea Campagna, i Verdi svizzeri hanno approvato una risoluzione che sollecita un'uscita rapida e sistematica dall'uso delle energie fossili. Il documento richiede una tabella di marcia chiara per raggiungere questo obiettivo, sottolineando la necessità di una trasformazione socialmente giusta e accessibile a tutti, senza lasciare indietro nessuno.

Il comitato dei Verdi ha inoltre deciso di sostenere l'iniziativa popolare sulla mobilità proposta dall'associazione ambientalista umverkehR/actif-trafiC. Questo progetto prevede l'introduzione di una tassa sui biglietti aerei per ridurre il traffico aereo e promuovere un'alternativa ferroviaria più attraente.

In vista delle votazioni federali del 14 giugno, i delegati hanno espresso un doppio "no". Si oppongono all'iniziativa popolare dell'UDC "No a una Svizzera da 10 milioni!", che secondo loro isolerebbe il Paese in un contesto geopolitico già teso, e alla riforma del servizio civile, ritenendo che quest'ultimo sia più utile alla Svizzera rispetto agli investimenti nell'esercito.

Il partito ha scelto di lasciare libertà di voto sull'Iniziativa sull'alimentazione, che propone di adattare la politica agricola per favorire la produzione e il consumo di alimenti vegetali. Gli oppositori la considerano "irrealistica", mentre i Verdi puntano a influenzare la politica agricola 2030+.

Infine, L�e9onore Porchet, consigliera nazionale del canton Vaud, è stata nominata vicepresidente del partito, succedendo a Nicolas Walder. Lisa Mazzone è stata rieletta alla presidenza, mentre gli altri cinque vicepresidenti sono stati confermati nei loro ruoli per altri due anni.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni