Svizzera

Il Consiglio degli Stati ribadisce il suo sì alla soluzione mista per il finanziamento della 13esima Avs

Approvato un incremento dell’Iva e dei contributi salariali, ma più contenuto. Continua il braccio di ferro tra le Camere

Pierre-Yves Maillard (sin.) e Damian Müller (Plr/Lu) cercano un punto d’incontro
(Keystone)
19 marzo 2026
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Il Consiglio degli Stati ha ribadito la necessità di una soluzione mista per il finanziamento della tredicesima mensilità dell'AVS, basata su un aumento sia dell'IVA che dei contributi salariali. Questa proposta, considerata equilibrata e solidale, è stata avanzata come compromesso al Consiglio nazionale, che in precedenza aveva optato per un aumento esclusivo dell'IVA dello 0,7% fino al 2030.

Erich Ettlin (Centro/Ow), relatore della commissione preparatoria, ha illustrato che i costi della tredicesima AVS sono stimati a 4,2 miliardi di franchi nel 2026, 4,5 miliardi nel 2030, e 5,4 miliardi entro il 2040. Ettlin ha sottolineato che un punto percentuale di IVA genera circa 3,7-4 miliardi, mentre un punto percentuale di contributi salariali ne produce circa 5.

Durante il dibattito, una minoranza ha proposto di finanziare la tredicesima esclusivamente tramite l'IVA, criticando l'aumento dei contributi salariali come una nuova tassa sul lavoro che potrebbe danneggiare il potere d'acquisto e la competitività economica. Josef Dittli (Plr/UR) ha definito questa misura inopportuna, mentre Fabio Regazzi (Centro) ha evidenziato la mancanza di riserve nelle PMI per assorbire ulteriori aumenti salariali.

La proposta della minoranza, che prevedeva un aumento temporaneo dell'IVA, è stata respinta. Pierre-Yves Maillard (Ps/Vd) ha accusato i sostenitori di voler lasciare irrisolto il finanziamento per costringere a un aumento dell'età pensionabile. Flavia Wasserfallen (Ps/Be) ha criticato l'incoerenza di un finanziamento temporaneo per una prestazione permanente.

La proposta mista è stata approvata con 23 voti favorevoli contro 18 contrari e 2 astenuti. Essa prevede un aumento dei contributi salariali di 0,3 punti percentuali e dell'IVA di 0,4 punti percentuali. La Camera ha rinunciato alla riduzione dei contributi all'assicurazione contro la disoccupazione e ha mantenuto il principio che il fondo di compensazione AVS non scenda sotto il 100% delle uscite annuali.

Un meccanismo di intervento è stato confermato: se il fondo scende sotto il 100%, il Governo deve proporre misure per stabilizzarlo; sotto l'80%, scatterebbe un ulteriore aumento dei contributi salariali. Questo automatismo è stato criticato dalla minoranza come un modo per evitare riforme strutturali.

Il dossier torna ora al Consiglio nazionale.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni