Malgrdo il prodotto fosse stato richiamato da diversi giorni, in sedici farmacie era ancora in vendita: avviata un’inchiesta

Latte per neonati potenzialmente pericoloso era ancora disponibile in alcune farmacie romande a metà febbraio, diversi giorni dopo il richiamo del prodotto, secondo un'inchiesta della Rts. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria ha aperto un'inchiesta.
Con le indagini, l'organismo della Confederazione vuole capire se le imprese hanno agito abbastanza velocemente, ha spiegato una portavoce a Keystone-Ats, riferendosi alle informazioni diffuse ieri dalla trasmissione ‘A bon entendeur’ della Rts.
La squadra di A bon entendeur ha acquistato latte in polvere in 16 farmacie romande il 12 e 13 febbraio. Nella merce acquistata si trovavano anche due confezioni di latte potenzialmente pericoloso prodotto da Danone, che avrebbero dovuto essere ritirate.
Nestlé ha richiamato dei preparati per bebè il 5 gennaio scorso in diversi Paesi europei, inclusa la Svizzera. Il 5 febbraio hanno poi richiamato i prodotti anche Hochdorf e Danone. Nestlé aveva parlato di una misura precauzionale dovuta alla possibile presenza di cereulide, una tossina batterica.
Il fatto di aver potuto acquistare le confezioni di latte a metà febbraio è problematico, ha detto la portavoce contattata da Keystone-Ats. «È un errore che non avrebbe dovuto verificarsi», ha sottolineato.