I centri LAV proseguiranno il sostegno dal 1° aprile valutando la capacità finanziaria delle vittime; coinvolte circa 400 persone
I centri per l'aiuto alle vittime di reati (LAV) sono stati mobilitati per dare sostegno alle persone colpite dall'incendio di Crans-Montana (VS). Dopo l'aiuto immediato, dal primo aprile si passa a un supporto sul lungo termine.
Questa transizione implica, fra le altre cose, la presa in considerazione delle capacità finanziarie delle vittime, per determinare il volume delle prestazioni dei centri LAV. Le vittime e i loro cari sono stati informati oggi delle modalità di questa transizione e del proseguimento dell'accompagnamento, si legge in un comunicato della Conferenza svizzera dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS).
Le vittime ancora ricoverate al 31 marzo riceveranno l'aiuto immediato fino alle dimissioni, ad esempio per le spese di alloggio e di assistenza psicologica.
Fondamentalmente, nella nuova fase di aiuti più è bassa la capacità finanziaria della vittima e più elevata è la partecipazione della LAV. A un dato momento, conformemente al quadro legale, l'aiuto cesserà per le persone più facoltose.
Attualmente per il dramma di Crans-Montana si è posticipato l'esame del principio di sussidiarietà. Ad oggi la LAV ha accolto tutte le richieste. In un secondo momento verranno contattati altri organismi (come ad esempio le assicurazioni) per ottenere i rimborsi delle spese.
Secondo la CDOS, il dramma di Capodanno ha colpito circa 400 persone: 41 morti, 115 feriti e quasi 250 fra testimoni e soccorritori, rimasti traumatizzati.