Svizzera

Sanità privata chiede il rifiuto dell'iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni!"

Le imprese avvertono che il testo UDC minaccerebbe il reclutamento di personale qualificato e la qualità delle cure; voto il 14 giugno

13 marzo 2026
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Le imprese della sanità privata invitano a respingere l'Iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni!" (Iniziativa per la sostenibilità), su cui i cittadini voteranno il prossimo 14 giugno. Il testo dell'UDC minaccerebbe il reclutamento di personale qualificato.

Già oggi, sottolinea l'associazione di settore Ospita in una nota, il sistema sanitario svizzero si basa in gran parte su personale straniero. Oltre il 70% dei nuovi medici proviene da oltre i confini elvetici. In Ticino, un terzo degli impiegati del ramo è frontaliero e nell'Arco lemanico la metà del personale infermieristico è stata formata all'estero.

A questa constatazione si aggiunge l'invecchiamento della popolazione e il pensionamento della generazione del baby-boom. "Il sistema sanitario svizzero deve imperativamente poter contare su personale qualificato proveniente dallo spazio UE/AELS", prosegue l'associazione, in modo da poter completare le nuove leve formate nella Confederazione.

L'iniziativa per la sostenibilità chiede un rigido controllo dell'immigrazione, affinché la Svizzera non conti più di dieci milioni di abitanti entro il 2050. In caso di superamento dei limiti è prevista la denuncia degli Accordi sulla libera circolazione delle persone siglati con l'Unione europea.

"Una tale misura renderebbe l'assunzione di personale medico specializzato estremamente complessa, se non impossibile in alcuni casi", mette in evidenza Ospita. La qualità delle cure sarebbe quindi minacciata, soprattutto nelle zone di confine.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni