La compagnia si protegge con acquisti anticipati del cherosene insieme al gruppo Lufthansa; altri vettori hanno già aumentato tariffe o introdotto supplementi
Malgrado l'impennata del prezzo del petrolio causata dal conflitto in Iran, Swiss ha deciso di non aumentare per il momento il supplemento carburante ai passeggeri. Nel breve termine la compagnia è protetta grazie a una strategia di acquisto anticipato del cherosene, ha spiegato un portavoce all'agenzia Awp.
La decisione arriva in un contesto di forti turbolenze sui mercati energetici: dallo scoppio della guerra in Medio Oriente il prezzo del carburante è schizzato verso l'alto, mettendo sotto pressione i bilanci dei vettori aerei di tutto il mondo.
Da parte sua, Swiss copre gran parte del suo fabbisogno in anticipo, in collaborazione con il gruppo Lufthansa, ha precisato l'addetto stampa. Questa pratica, nota come hedging, consente alla società di acquistare una parte del cherosene con mesi di anticipo a prezzi fissi, garantendo una certa stabilità nonostante le fluttuazioni del mercato. Una strategia che lo scorso anno, caratterizzato da quotazioni del greggio più basse, aveva portato benefici alla compagnia.
La voce carburante rimane comunque quella più pesante nel bilancio dell'impresa: l'anno scorso la fattura per il cherosene è stata di circa un miliardo di franchi. Il responsabile finanziario Dennis Weber aveva avvertito venerdì che se il prezzo del carburante dovesse mantenersi sugli attuali livelli, la compagnia dovrà far fronte a costi aggiuntivi nell'ordine di "un importo a tre cifre in milioni di franchi".
La prudenza di Swiss, che per ora sceglie di non scaricare questi rincari sui biglietti, contrasta con le mosse di altri vettori internazionali. Diverse compagnie aeree hanno infatti già annunciato adeguamenti tariffari per far fronte all'aumento del costo del cherosene. L'australiana Qantas, ad esempio, ha comunicato un incremento delle proprie tariffe, mentre Air India ha introdotto supplementi carburante aggiuntivi. Anche in Europa si registrano movimenti in questa direzione: la compagnia Scandinavian Airlines (SAS) ha annunciato un aumento temporaneo dei prezzi proprio per compensare i maggiori costi energetici.