Un'ampia alleanza di esponenti di politica ed economia ha messo in guardia oggi a Berna dalle conseguenze dell'"Iniziativa per la sostenibilità" dell'UDC. Il rigido tetto massimo alla popolazione proposto porterà "al caos entro tre o quattro anni".
L'iniziativa chiede di limitare a 10 milioni il numero di residenti permanenti in Svizzera. Un tetto massimo fisso minaccerebbe il benessere, la sicurezza e l'approvvigionamento della Svizzera, sostiene l'alleanza "No all'iniziativa del caos", composta da rappresentanti di PLR, Centro, PVL e PEV.
Inoltre, il testo metterebbe esplicitamente a rischio gli accordi bilaterali e comprometterebbe le intese di libero scambio a livello mondiale. In un mondo sempre più imprevedibile, la Svizzera ha bisogno di relazioni stabili, partnership affidabili e regole chiare, afferma l'alleanza.
A partire dal 2031 circa, le conseguenze dell'iniziativa potrebbero essere gravi: la Svizzera diventerebbe meno sicura, l'approvvigionamento più scarso, i tempi di attesa più lunghi e il potere d'acquisto più basso. Particolarmente colpite sarebbero le regioni periferiche, i pensionati e il commercio, sostengono gli oppositori al testo.
In conferenza stampa, il co-presidente del PLR Benjamin Mühlemann ha sottolineato che annualmente 20'000 unità di forza lavoro lasciano il Paese, sostituiti dall'entrata di forze fresche. Senza immigrazione si avrebbe un collasso di approvvigionamento per settori come la salute, il commercio o il turismo
"Anziché libertà imprenditoriale, rischiamo rigidi contingenti e molta burocrazia. È pura economia pianificata", ha proseguito il consigliere agli Stati glaronese. Gli ha fatto eco fra gli altri il consigliere nazionale Patrick Hässig (PVL/ZH), che ha parlato di "Iniziativa letale".