La consigliera federale interverrà alla sessione UNCSW sul diritto alla giustizia, parteciperà a incontri bilaterali e tavole rotonde su salute e leadership
La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider partecipa oggi a New York alla sessione della Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne (UNCSW). Il tema centrale di quest'anno è l'accesso alla giustizia per tutte le donne e le ragazze.
La Commissione, organo specializzato delle Nazioni Unite, opera per "l'uguaglianza di genere e il rafforzamento dei diritti delle donne e delle ragazze". La consigliera federale interverrà questo pomeriggio (ora locale) durante il dibattito generale.
"Senza l'accesso alla giustizia per tutte le donne e le ragazze, pilastro fondamentale dello Stato di diritto, non può esserci uguaglianza", sottolinea la Svizzera nella posizione che difenderà a New York. "I diritti umani sono garantiti solo se possono essere esercitati, protetti e difesi", afferma il Dipartimento federale dell'interno (DFI) in un comunicato pubblicato prima della riunione.
Ieri, in occasione della Giornata internazionale della donna, Baume-Schneider ha partecipato a un evento di alto livello organizzato dalla Svizzera e dedicato alla questione della leadership. Le discussioni hanno riguardato "il tipo di leadership responsabile necessaria per affrontare le sfide del futuro".
Durante il suo soggiorno a New York, la consigliera federale terrà anche colloqui bilaterali a margine della conferenza con diversi omologhi e responsabili delle Nazioni Unite, in particolare con Sima Sami Bahous, direttrice esecutiva di UN Women.
Parteciperà inoltre a una tavola rotonda sul rafforzamento della situazione delle anziane e a una discussione con responsabili di aziende e istituzioni elvetiche e internazionali dedicata alla salute delle donne.
La responsabile del DFI incontrerà infine i rappresentanti della società civile svizzera presenti alla conferenza.
In un contesto mondiale caratterizzato da un regresso dei diritti delle donne in alcuni Paesi, "l'accesso alla giustizia per le donne e le ragazze diventa sempre più urgente", sottolinea il DFI.
In molti Paesi "ostacoli giuridici, culturali e socioeconomici limitano l'accesso delle donne alla giustizia". Le barriere linguistiche e finanziarie, la scarsa conoscenza delle procedure, il timore di essere stigmatizzate o ancora "gli stereotipi di genere profondamente radicati" complicano il raggiungimento della parità.
Nell'ambito dell'Agenda 2030 e di diversi trattati internazionali, in particolare la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (CEDAW), la Confederazione si impegna a "promuovere la parità di accesso alla giustizia e a rafforzare i quadri giuridici che garantiscono l'uguaglianza e la non discriminazione".
A New York, la Svizzera deve anche ribadire il suo impegno contro la violenza di genere, "compresa la violenza sessuale legata ai conflitti", e sottolineare la sua volontà di lottare contro le discriminazioni e gli stereotipi di genere, nonché di proteggere lo spazio pubblico.