Svizzera

Basilea Campagna boccia l'iniziativa per la deducibilità dei premi dell'assicurazione malattia

I votanti respingono l'iniziativa UDC con il 52,87% dei no; bocciati anche controprogetti e altre proposte, mentre viene approvato il principio di economia circolare

8 marzo 2026
|

Il popolo di Basilea Campagna, oggi in votazione, ha bocciato con il 52,87% di no un'iniziativa promossa dall'UDC che chiedeva, analogamente all'iniziativa della Lega accolta in votazione in Ticino lo scorso settembre, che i premi dell'assicurazione malattia potessero essere dedotti integralmente dal reddito imponibile. I votanti hanno anche deciso che l'estensione alle strade principali delle zone con limite di velocità di 30 km/h non va ostacolata. La partecipazione ha raggiunto il 50,84%.

Come per l'oggetto ticinese, l'iniziativa "Deducibilità dei premi per tutti" ("Prämienabzug für alle") riguardava esclusivamente l'assicurazione di base. L'UDC intendeva così alleggerire soprattutto la classe media dal peso crescente dei costi sanitari.

Nel cantone continuerà ad essere possibile detrarre forfait di 2.000 franchi per le persone singole e di 4.000 franchi per le coppie sposate per diverse spese, tra cui i premi dell'assicurazione malattia. I costi annuali dell'assicurazione malattia superano il forfait.

Il Consiglio di Stato, che temeva una perdita di gettito fiscale pari a 90 milioni di franchi per il Cantone e a 55 milioni per i Comuni, ha bocciato l'iniziativa, ma ha elaborato un controprogetto, che però oggi il popolo ha affossato con il 59,93% dei voti, come indicato sul sito del Cantone. Oltre a un aumento delle deduzioni forfettarie a 3.000 franchi per le persone singole e a 6.000 per le coppie coniugate, prevedeva deduzioni più elevate per la cura dei figli e la formazione professionale e continua. Il Gran Consiglio raccomandava di bocciare i due oggetti.

Un'iniziativa promossa da cerchie vicine al Touring Club Svizzero, intitolata "Limite di velocità a 30 km/h sulle strade principali - solo con il consenso del popolo", è stata spazzata via dal 61,54% dei votanti. Il testo prevedeva che i Comuni potessero richiedere al Cantone l'introduzione di tale limite sulle strade principali solo col consenso dei votanti, anche con effetto retroattivo sulle modifiche già apportate. I promotori dell'iniziativa intendevano così rafforzare la legittimità popolare e aumentare gli ostacoli alla riduzione della velocità.

La Commissione della giustizia e della sicurezza del Gran Consiglio ha lanciato un controprogetto, pure lui bocciato oggi in votazione (55,15% di no). Il testo riprendeva la richiesta dell'iniziativa relativa alla legittimità popolare, ma non il suo effetto retroattivo. Inoltre limitava l'ambito di competenza della modifica del diritto alle sole strade cantonali.

Il Consiglio di Stato ha raccomandato la bocciatura dell'iniziativa e del controprogetto. Temeva infatti che fossero incompatibili con il diritto superiore. Il Gran Consiglio si è espresso contro la prima, ma a favore del secondo.

Il dibattito sulla velocità minima nelle località è di grande attualità a livello nazionale e nei cantoni. Lo scorso dicembre si è conclusa la procedura di consultazione sulle modifiche proposte dal Consiglio federale alle ordinanze sulla segnaletica stradale (OSStr) e contro l'inquinamento fonico (OIF). Per gli ambientalisti le revisioni di OSStr e OIF produrranno un indebolimento del limite di 30 km/h, nonostante a loro avviso sia una delle misure più efficaci per migliorare la sicurezza stradale e la protezione dal rumore.

Ma anche a livello regionale il tema è di attualità. Ad esempio nel canton Zurigo in votazione popolare lo scorso 30 novembre i cittadini hanno deciso di abolire la prerogativa dei Comuni, finora sfruttata dal capoluogo e da Winterthur, di introdurre il limite di 30 km/h sulle loro principali arterie. A Lugano, alla fine di settembre, dalle urne è uscito un netto no (66,3% dei votanti) a un aggiornamento delle zone 30 esistenti e all'adozione di nuove zone con moderazione della velocità a 30 e 20 km/h.

L'ultimo episodio in Svizzera sul tema è della settimana scorsa: sinistra, associazioni ambientaliste e di residenti ginevrine hanno lanciato un referendum contro l'obbligo dei 50 km/h sulle arterie principali del cantone. L'inserimento di questo principio nella legge è stato approvato dalla maggioranza del Gran Consiglio a metà mese.

I cittadini hanno anche respinto con il 67,57% di no la cosiddetta iniziativa solare, promossa da PS, Verdi, Partito evangelico e Verdi liberali. Essa chiedeva che sia gli edifici di nuova costruzione idonei sia alcuni edifici esistenti e parcheggi idonei fossero dotati di impianti solari. Il comitato promotore intendeva così rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento e agire contro il riscaldamento climatico. Governo e Gran Consiglio raccomandavano al popolo di bocciare l'iniziativa.

Pure respinta con il 72,69% di voti contrari l'"Iniziativa trasparenza e partecipazione", promossa in particolare dall'Associazione dei proprietari fondiari, che mirava a introdurre un controllo astratto delle norme. Ciò avrebbe significato che le leggi cantonali, una volta emanate, avrebbero potuto essere impugnate dinanzi al Tribunale cantonale (e non solo dinanzi al Tribunale federale) senza dover attendere un caso concreto di applicazione. Se una legge avesse effettivamente violato il diritto superiore, il governo avrebbe dovuto presentare una proposta alternativa entro 30 giorni.

Il governo e la maggioranza del parlamento raccomandavano di respingere l'iniziativa. Hanno fatto valere che già oggi i decreti e le ordinanze possono essere impugnati dinanzi al tribunale cantonale. Esprimevano inoltre perplessità in merito alla separazione dei poteri. Se il controllo astratto delle norme fosse stato introdotto a livello cantonale, ci sarebbe stato il rischio che i decreti approvati nell'ambito del processo democratico venissero impugnati in sede giudiziaria dagli oppositori.

Il popolo ha invece approvato col 64,03% dei consensi l'iscrizione del principio dell'economia circolare nella Costituzione. Secondo il progetto voluto da governo e parlamento, Cantone e Comuni dovranno stabilire condizioni quadro favorevoli per un uso parsimonioso delle risorse. Dovranno inoltre adottare misure volte a prevenire la produzione di rifiuti e acque reflue.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni