Sindacati e associazioni per i media esultano e chiedono finanziamenti stabili, tutele per il personale e salvaguardia di regioni e lingue
Respingendo nettamente l'iniziativa "200 franchi, bastano!", la popolazione svizzera ha riaffermato il suo attaccamento a una SSR forte, presente in tutte le regioni e che offre una programmazione completa, secondo l'USS. Nell'epoca delle "fake news" e della disinformazione, i media di servizio pubblico sono più indispensabili che mai.
"Purtroppo, il Consiglio federale è già andato troppo oltre nelle concessioni accordate, decidendo tagli troppo drastici nel budget della SSR", si rammarica l'Unione Sindacale Svizzera (USS). Quest'ultima vigilerà affinché le riduzioni rimangano il più limitate possibile e affinché il personale sia trattato con rispetto e equità.
Anche l'altra organizzazione sindacale, Travail.Suisse, si rallegra per il chiaro rifiuto dell'iniziativa, che avrebbe portato a uno smantellamento massiccio del servizio pubblico mediatico e alla soppressione di migliaia di posti di lavoro. Inoltre, la formazione democratica dell'opinione sarebbe stata indebolita, così come le regioni periferiche e le lingue minoritarie.
Per il sindacato Syndicom e l'associazione di categoria Impressum, il risultato rappresenta un chiaro segnale a favore di media e servizi pubblici forti e pluralistici, nonché di una copertura in tutte le regioni linguistiche.
Il "no" all'iniziativa è anche un rifiuto "di una politica mediatica incentrata sui tagli e sui risparmi", ritiene Syndicom. "Chi vuole che il giornalismo credibile sia un baluardo contro la disinformazione e le fake news deve anche renderlo possibile, con finanziamenti stabili e buone condizioni di lavoro", sottolinea Stephanie Vonarburg, responsabile del settore Media e vicepresidente di Syndicom, citata in un comunicato.
La strada da seguire per garantire media pluralistici e indipendenti passa attraverso un maggiore sostegno a livello federale e cantonale, e non il contrario, concorda Impressum.
Anche la sezione svizzera di Reporter senza frontiere (RSF) è soddisfatta del risultato, "un buon segnale per il giornalismo, per i media e per la democrazia, che ha bisogno di media forti, indipendenti e critici". L'organizzazione sottolinea anche il messaggio che il voto svizzero invia ai Paesi europei e al resto del mondo, dove il servizio pubblico è anch'esso sotto attacco.