Svizzera

Pfister avverte rischi per la Svizzera dalla guerra in Medio Oriente

Il consigliere federale segnala rischio di attentati, possibile ondata di rifugiati, carenze nei sistemi di difesa e la necessità di più risorse per polizia e intelligence

8 marzo 2026
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Il consigliere federale Martin Pfister critica gli Stati belligeranti nella guerra in Medio Oriente. "Gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran dall'aria, violando così il diritto internazionale, proprio come l'Iran", afferma senza fornire precisazioni.

Non è escluso che l'Europa venga coinvolta nella guerra, dichiara il ministro della difesa del Centro in un'intervista pubblicata oggi dalla SonntagsZeitung. "Il pericolo non si limita a un classico scontro militare, ma si estende anche a una guerra asimmetrica sotto forma di attacchi terroristici". A suo dire, anche in Svizzera "sussiste il rischio che si verifichino attentati".

"La guerra potrebbe inoltre provocare un'ondata di rifugiati, cosa che avrà un impatto anche su di noi", spiega Pfister. Anche se la Svizzera non è direttamente minacciata dai missili a lungo raggio iraniani, sono possibili danni collaterali, sottolinea lo zughese.

Il ministro raccomanda di considerare la sicurezza in modo globale e non solo dal punto di vista militare: oltre all'esercito, anche la polizia e i servizi d'intelligence svolgono un ruolo importante. "Penso che la popolazione capirà che abbiamo bisogno di mezzi supplementari per tutto questo."

L'assenza di sistemi di difesa in caso di guerra è particolarmente preoccupante, osserva il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). "Attualmente non disponiamo di alcun mezzo per difenderci dagli attacchi a lunga distanza", sottolinea ancora una volta Pfister.

È vero che l'Ufficio federale dell'armamento (armasuisse) e l'esercito hanno creato nuove strutture, come il centro di competenza dedicato ai droni e alla robotica e il gruppo di lavoro che collabora con scienziati e aziende, aggiunge il consigliere federale, ma la minaccia è stata sottovalutata negli ultimi decenni. "Questa guerra, per quanto terribile, potrebbe innescare un cambiamento di mentalità urgente e necessario".