Svizzera

8 marzo: 200 donne a Palazzo federale per discutere di IA e genere

6 marzo 2026
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Due centinaia di donne provenienti da tutta la Svizzera si sono riunite stamani a Palazzo federale per discutere delle implicazioni dell'intelligenza artificiale (IA) sulla condizione femminile. L'iniziativa si è svolta in occasione della Giornata internazionale della donna, che si celebra dopodomani, l'8 marzo.

Le partecipanti sono state accolte dal presidente della Confederazione Guy Parmelin, dal presidente del Consiglio nazionale Pierre-André Page (UDC/FR) nonché dalla consigliera agli Stati Eva Herzog (PS/BS) e dalla deputata Maja Riniker (PLR/AG), due politiche che avevano presieduto la loro Camera rispettivamente nel 2023-2024 e nel 2024-2025.

È il terzo anno consecutivo che per la festa dell'8 marzo centinaia di donne si danno appuntamento nella sede del parlamento. Oltre a esponenti della politica, durante la manifestazione hanno preso la parola personalità femminili di vari orizzonti (economia, scienza, media).

"L'intelligenza artificiale può sviluppare pienamente il proprio potenziale solo se le squadre sono composte di persone di entrambi i sessi. Le donne svolgono un ruolo fondamentale a tal fine. Le donne portano prospettive diverse. Le donne fanno domande diverse", ha sottolineato nel suo discorso Parmelin (UDC), capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca, citato in un comunicato diramato oggi dall'associazione Giornata della donna.

"È necessario integrare la prospettiva femminile nei dibattiti tecnologici, in cui le donne continuano a essere sottorappresentate", ha dal canto suo affermato, sempre secondo quanto riportato dalla nota, il primo cittadino della Confederazione. Page ha insistito sul ruolo determinante del parlamento federale per cambiare le cose.

Herzog ha analizzato il rapido sviluppo dell'IA nel contesto della politica di parità: gli algoritmi influenzano sempre più spesso le procedure di assunzione, la concessione di crediti o le promozioni, basandosi su dati che riflettono disuguaglianze strutturali. "L'IA non è oggettiva. È uno specchio della nostra realtà sociale. La parità non si realizza da sola; occorrono linee guida politiche, una formazione continua mirata e una maggiore diversità nel settore tecnologico", ha ammonito.

Riniker ha portato nel dibattito una prospettiva di politica di sicurezza. L'IA svolge un ruolo centrale nella protezione contro gli attacchi informatici, nelle infrastrutture critiche e nelle applicazioni militari. Al contempo, comporta rischi considerevoli, come ad esempio i sistemi di armi autonome o i deepfake (contenuti audio, visivi o testuali manipolati, creati mediante intelligenza artificiale generativa), che possono colpire in particolare le donne.

Stimoli per una riflessione sull'IA al femminile sono venuti anche da Bea Knecht, informatica e fondatrice della piattaforma di streamig svizzera Zattoo; Solange Ghernaouti, professoressa onoraria dell'università di Losanna, esperta di fama internazionale in materia di sicurezza informatica; Nadja Braun Binder, professoressa di diritto pubblico all'università di Basilea; Kathrin Braunwarth, direttrice informatica (CIO) di AXA Svizzera; Anna Jobin, presidente della Commissione federale dei media (COFEM); e Adrienne Fichter, politologa e giornalista specializzata in tecnologia.