Produzione a 82 milioni di litri, sotto la media decennale; aumenti nella Svizzera tedesca e in Romandia, calo nel Ticino per meteo e presenza di coleotteri
L'anno viticolo 2025 è stato caratterizzato da condizioni globalmente propizie che hanno portato alla produzione di un vino di una qualità considerata "davvero notevole". Lo si legge in un comunicato odierno dell'Ufficio federale dell'agricoltura.
A livello quantitativo, la produzione ha raggiunto 82 milioni di litri di vino, superando di 7 milioni il 2024, che era però stato un anno particolarmente scarso. I volumi del 2025 rimangono sotto la media decennale di 90 milioni di litri.
Nella Svizzera tedesca si è registrato l'incremento più significativo, con un +32% a 13,7 milioni di litri, mentre la Romandia segue con un +6,3% a 64,6 milioni di litri. Calo invece nella Svizzera italiana (Ticino e Mesolcina), con un -8,1% a 3,4 milioni di litri. La flessione a sud delle Alpi è dovuta in particolare alle condizioni meteo sfavorevoli durante la fioritura e la vendemmia e alla presenza del coleottero giapponese nel Mendrisiotto.
A livello svizzero l'anno viticolo è iniziato nel 2025 con un clima secco e mite, senza problemi nel periodo della fioritura. Qualche grattacapo lo hanno provocato localmente le piogge di giugno e la vendemmia - piuttosto precoce - è stata in alcuni luoghi disturbata dai rovesci.
Il contesto per il settore è, si ricorda nella nota, piuttosto difficile, con costi di produzione elevati e cali delle vendite. Proprio tenendo conto di questo l'alta qualità del prodotto è considerata un segnale positivo.
L'anno scorso la superficie viticola svizzera ammontava a 14'432 ettari, 52 ettari in meno su base annua (-0,4%). Nella seduta del 25 febbraio scorso il Consiglio federale ha dato seguito alla decisione del Parlamento di stanziare 10 milioni di franchi a sostegno del mutamento strutturale delle superfici viticole.