La nuova legge sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca ha sollevato numerose critiche in consultazione. Molti ritengono infatti che il progetto voluto dal Consiglio federale per aumentare la trasparenza e la sicurezza nello spazio digitale non sia sufficientemente incisiva.
Il disegno di legge prevede che le grandi piattaforme come Facebook, X, Tiktok e Google offrano agli utenti in Svizzera una procedura per segnalare facilmente determinati contenuti potenzialmente illegali. Secondo il Governo, questi portali stranieri - tra i cinque e i dieci - influenzano in modo significativo il dibattito pubblico e la formazione dell'opinione.
L'UDC storce il naso. considerando il progetto una "nuova legge di censura". A suo avviso, l'attuale quadro giuridico è sufficiente per perseguire i veri reati online e qualsiasi misura che va oltre costituisce una violazione della libertà dei cittadini. Oltretutto, aggiunge, la proposta centralizza i poteri a livello federale e va contro la sovranità dei Cantoni in materia di procedimenti penali.
Il progetto viene invece sostanzialmente sostenuto dal Centro, che ritiene necessario rafforzare i diritti degli utenti e introdurre una regolamentazione. Il partito chiede tuttavia alcuni miglioramenti, in particolare in materia di protezione dei minori, riduzione dei rischi, obbligo di trasparenza e gestione delle crisi. Auspica inoltre che la pubblicità mirata ai minori venga fortemente regolamentata.
I Verdi definiscono il disegno di legge "chiaramente insufficiente", in particolare per quanto riguarda i meccanismi di protezione. Tra le altre cose, chiedono che includa il divieto di pubblicità personalizzata.
Anche il PS giudica insufficiente la proposta del Consiglio federale. Essa perpetua l'approccio non interventista già praticato in Svizzera nei confronti delle piattaforme digitali, con conseguenze negative per i diritti degli utenti e la società nel suo complesso. Il partito esige misure decisive contro la loro influenza e chiede l'adozione e la piena attuazione della normativa europea.
L'associazione Stampa Svizzera, che riunisce gli editori, accoglie con favore il progetto e chiede che sia attuato in tempi brevi. A suo avviso, questo testo costituisce un importante passo avanti verso il rafforzamento dei diritti degli utenti, ma anche verso una maggiore trasparenza ed equità nel settore digitale.
Anche il centro di formazione per giornalisti MAZ di Lucerna giudica positivamente la proposta, ma chiede misure complementari, in particolare un obbligo di etichettatura rigoroso per i contenuti generati dall'intelligenza artificiale (IA).
Diverse organizzazioni per la difesa dei diritti dei bambini e dei giovani ritengono invece che non protegga sufficientemente i minori e considerano la normativa europea un buon esempio da cui prendere spunto: parametri predefiniti sicuri, restrizioni alla pubblicità personalizzata e obblighi concreti di riduzione dei rischi.
La legge svizzera - affermano - non deve essere inferiore a questi requisiti, altrimenti i bambini e i giovani rischiano di essere meno protetti sul territorio elvetico che nell'Unione europea. "La protezione dell'infanzia e della gioventù non deve essere subordinata agli interessi economici o di politica estera", sostiene ad esempio Pro Juventute, per la quale dovrebbe essere incoraggiata anche l'educazione ai media.
Un'opinione condivisa dall'organizzazione AlgorithmWatch CH, secondo la quale il progetto non prevede alcuna misura di protezione dei minori, come ad esempio il divieto di pubblicità personalizzata rivolta a loro. Il progetto non obbliga inoltre le piattaforme a valutare e ridurre al minimo il loro impatto negativo sui giovani.
La Società digitale svizzera chiede da parte sua la creazione di piattaforme sicure per i giovani. La legge dovrebbe anche prevedere l'obbligo di ridurre i rischi, e non solo di analizzarli. L'associazione per un giornalismo equo Fairmedia sostiene infine il progetto di legge, ma chiede alcuni adeguamenti, in particolare il chiarimento delle questioni relative alla responsabilità e la semplificazione delle procedure di segnalazione.