Introdotta prestazione per 18-24enni con problemi psichici; aumento stimato 0,1-0,2 punti e progetto preliminare entro fine 2026
Il Consiglio federale ha definito oggi le linee direttrici della prossima riforma dell'assicurazione invalidità (AI), che mira a rafforzare l'inserimento, la permanenza e la reintegrazione delle persone assicurate nel mercato del lavoro, in particolare i giovani affetti da turbe psichiche. Tra le misure proposte figura anche un possibile aumento dei contributi salariali - 0,1-0,2 punti percentuali - per risanare questa assicurazione sociale.
Negli ultimi anni si è registrato un forte aumento del numero delle persone che percepiscono una rendita AI. L'incremento - si legge oggi in una nota diramata dal Governo - è particolarmente marcato tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni e le persone in età pensionabile tra i 60 e i 64 anni. L'aumento del numero di beneficiari, osserva il Consiglio federale, è in parte riconducibile a malattie psichiche gravi.
Una delle novità centrali della Riforma per l'integrazione - questo il nome ufficiale della riforma AI in questione - è proprio l'introduzione di una prestazione destinata ai giovani adulti (tra i 18 e i 24 anni) con un potenziale di integrazione, il cui stato di salute non permette loro ancora di partecipare a misure di inserimento professionale. L'obiettivo - prosegue la nota - è evitare che questi giovani entrino precocemente nel sistema di rendita e rafforzare la loro autonomia a lungo termine.
Oltre all'introduzione della nuova prestazione per l'integrazione, la riforma punta a migliorare l'accesso a percorsi formativi finanziati dall'AI e a ottimizzare le procedure di valutazione, rendendole più rapide ed efficaci.
Il Governo ha inoltre sottolineato la necessità di misure volte a consolidare la sostenibilità finanziaria dell'AI. Per evitare un eventuale ricorso a un finanziamento supplementare, il Consiglio federale ha quindi incaricato il Dipartimento federale dell'interno (DFI) di valutare interventi a breve termine - e, se tali misure non dovessero risultare efficienti, l'Esecutivo valuterà un aumento dei contributi salariali.
Entro la fine del 2026 il DFI sottoporrà al Consiglio federale un progetto preliminare della Riforma per l'integrazione da porre in consultazione. Si precisa che, considerato in particolare il fabbisogno finanziario, le attività saranno svolte in stretto coordinamento con i lavori legislativi relativi alla prossima riforma dell'AVS (AVS2030).