Svizzera

Nuove voci contro l'Iniziativa SSR

11 febbraio 2026
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Nella giornata odierna si sono levate nuove voci contro l'iniziativa "200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)". Associazioni di settore mettono in guardia dal pericolo per la pluralità dei media, mentre oltre mille professori universitari temono un indebolimento di informazioni riguardanti scienza e cultura.

La riduzione del canone radiotelevisivo voluta dal testo, in votazione il prossimo 8 marzo, "metterebbe a repentaglio il servizio pubblico radiotelevisivo in Svizzera, distruggerebbe numerosi posti di lavoro, indebolirebbe notevolmente la diversità dei media e metterebbe sotto pressione l'intero panorama mediatico, senza affrontare le sfide strutturali" del settore, si legge in un comunicato di SSM, syndicom e impressum.

"L'iniziativa mette a rischio migliaia di posti di lavoro nel settore dei media, nell'industria audiovisiva, nella cultura e in molti settori dei servizi, e con essi anche un pezzo dell'identità svizzera. Una tale riduzione indebolisce anche la piazza economica () e distrugge competenze insostituibili", ha detto Silvia Dell'Aquila, Segretaria centrale del sindacato dei media SSM, citata nella nota.

Oltre mille professori contro l'iniziativa

Sempre oggi, è stato annunciato che oltre mille professori - di svariate Università e specializzazioni - hanno firmato una dichiarazione contro l'iniziativa, definita "nefasta".

Si tratta in realtà di un aggiornamento della situazione: il 26 gennaio era stato reso noto che 600 professori avevano firmato la presa di posizione. Dal momento di tale pubblicazione, le sottoscrizioni sono quindi decisamente aumentate.

A detta dei professori, con i tagli conseguenti all'iniziativa la SSR non sarebbe più in grado di lottare contro la disinformazione, un'evoluzione "fatale" nell'era delle fake news. La SSR è inoltre una delle rare aziende mediatiche con solide redazioni scientifiche e culturali. In pericolo vi sarebbe poi l'informazione di qualità in tutte le lingue nazionali, si legge nel comunicato degli accademici.

Anche la Catena della solidarietà ha deciso di prendere posizione oggi, schierandosi contro il testo da un punto di vista umanitario e della società. L'organizzazione benefica - e le sue raccolte fondi - funzionano infatti in gran parte grazie ai canali di informazione nazionali, e nello specifico il partenariato con la SSR. In questo modo è possibile raggiungere in maniera credibile ogni angolo della Svizzera. Un indebolimento della SSR avrebbe quindi conseguenze su tutto ciò.

Le voci dei favorevoli

Lo scopo dell'iniziativa è, nell'ottica dei suoi fautori - in particolare l'UDC - far sì che l'ente radiotelevisivo torni a concentrarsi sul suo mandato, ovvero di fornire un servizio pubblico di base.

Come noto, il progetto prevede la riduzione del canone radiotelevisivo dagli attuali 335 franchi all'anno a 200. Le aziende sarebbero esentate dal pagamento. Il Consiglio federale ha proposto un controprogetto indiretto che prevede la riduzione progressiva del canone radio-tv da 335 franchi a 312 nel 2027 e a 300 franchi nel 2029.

Secondo gli iniziativisti, dispensare le imprese dal canone radiotelevisivo e ridurlo per le economie domestiche sono misure adeguate che non compromettono l'offerta dei programmi nelle regioni linguistiche, che portano un po' di sollievo finanziario a privati e aziende in un periodo di crescente costo della vita.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni