Greenwood Investors propone un seggio in Cda e sette modifiche statutarie per ridisegnare la governance; la famiglia Hayek difende la struttura di voto
Il braccio di ferro tra il gruppo orologiero Swatch e l'investitore statunitense Steven Wood entra in una nuova fase. L'azionista attivista, attraverso la sua società Greenwood Investors, lancia una duplice offensiva: ha presentato la propria candidatura per un seggio nel consiglio di amministrazione (Cda) e ha inoltrato sette proposte di modifica degli statuti. L'impresa dominata dalla famiglia Hayek respinge con forza tutte le richieste.
Greenwood ha inoltrato sabato sette formali istanze di iscrizione all'ordine del giorno per la prossima assemblea generale del 12 maggio, interventi che mirano a ridisegnare la governance di Swatch. Le proposte principali includono l'elezione nel Cda di tre rappresentanti di titolari di azioni al portatore, una maggioranza di membri indipendenti nello stesso organo, il divieto per il presidente di ricoprire altre cariche operative nel gruppo (attualmente la numero uno Nayla Hayek è anche CEO di Harry Winston, parte del conglomerato) e l'obbligo di tenere le assemblee generali esclusivamente in presenza fisica.
Wood si è candidato per un mandato di un anno come rappresentante degli azionisti al portatore, sostenendo che la legge svizzera garantirebbe loro questo diritto nelle società, come Swatch, con una struttura di capitale divisa tra azioni al portatore e azioni nominative a voto potenziato. La società Greenwood, che detiene circa lo 0,5% del capitale, ritiene che la sua nomina possa essere rifiutata solo per oggettivi "motivi importanti", assenti - a suo dire - nel caso di Wood.
La risposta di Swatch è stata immediata e perentoria. In un comunicato pubblicato sul sito web il gruppo afferma di agire in piena conformità con tutte le normative e respinge le accuse di Greenwood. Ricorda inoltre che la candidatura di Wood è già stata chiaramente respinta (con circa l'80% di voti) dall'assemblea generale dell'anno scorso, aggiungendo che il modo in cui questa votazione deve essere condotta non è prescritto dalla legge.
Lo scontro si gioca sul delicato equilibrio di potere azionario. La famiglia fondatrice Hayek, con circa un quarto del capitale, controlla infatti il 43% dei diritti di voto grazie alle azioni nominative a voto potenziato, rendendo molto difficile per un azionista di minoranza come Wood ottenere un seggio senza il suo appoggio.
Swatch intanto procede peraltro con i suoi piani di rinnovo del Cda, proponendo la nomina di Andreas Rickenbacher, un consulente aziendale che fra il 2006 e il 2016 è stato anche consigliere di stato bernese, primo socialista nella storia del cantone ad aver assunto la guida del dipartimento dell'economia.
La situazione configura un classico scontro tra un investitore attivista che chiede maggiore rappresentanza e trasparenza, e un gruppo a controllo familiare - Nayla Hayek è presidente di lunga data del Cda e nell'organo siedono anche il CEO Nick Hayek, fratello di Nayla, e il figlio di Nayla, Marc Hayek - che difende la propria struttura di governance e la stabilità strategica.
Le novità delle ultime ore non hanno provocato grandi sussulti in borsa: l'azione al portatore - il titolo di riferimento per gli analisti - in mattinata marciava praticamente sul posto. Dall'inizio del 2026 il valore ha guadagnato il 12% e sull'arco di dodici mesi la progressione è stata del 17%, mentre negativa, nella misura del -27%, è la performance sull'arco di cinque anni.