Syngenta, colosso agrochimico basilese in mani cinesi, sarebbe in procinto di tornare in borsa: il gruppo starebbe puntando a una quotazione sul mercato di Hong Kong, nel corso dell'anno, che potrebbe fruttare sino a 10 miliardi di dollari, riferisce oggi l'agenzia Reuters citando fonti informate.
Nell'ambito dell'operazione potrebbe essere messo in vendita fino al 20% delle azioni. L'entità e la tempistica dell'offerta pubblica non sarebbero però ancora state definite in modo definitivo e potrebbero subire variazioni a seconda del contesto economico.
"Non commentiamo le voci di mercato", ha reagito un portavoce di Syngenta contattato dall'agenzia Awp. La società fa sapere che continua a valutare la situazione, nell'interesse degli azionisti. "Come abbiamo sempre affermato intendiamo tornare sul mercato dei capitali al momento opportuno".
La società Syngenta è nata nel 2000 dalla fusione delle divisioni agrochimiche dei giganti farmaceutici AstraZeneca e Novartis, unendo attività con radici che risalgono a 250 anni or sono. Un tempo quotata alla borsa svizzera, l'impresa è stata rilevata nel 2017 dal gigante cinese ChemChina per 43 miliardi di dollari. Nel 2024 aveva pianificato di quotarsi alla borsa di Shanghai: la richiesta era poi stata ritirata. Oggi il gruppo, che ha circa 56'000 dipendenti in oltre 90 nazioni, è registrato in Cina e ha sede amministrativa a Basilea.