Svizzera

Avvocati svizzeri denunciano Cassis alla CPI

Accuse di complicità con Israele in crimini di guerra a Gaza e Cisgiordania

3 febbraio 2026
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Un gruppo di venticinque avvocati svizzeri ha presentato una denuncia alla Corte penale internazionale (CPI) contro il consigliere federale Ignazio Cassis. L'accusa è di complicità con Israele in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Gli avvocati hanno annunciato la loro azione legale durante una conferenza stampa a Berna, sostenendo che la Svizzera sta violando le Convenzioni di Ginevra e non rispetta il diritto internazionale umanitario.

Secondo i legali, Cassis, in qualità di responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), avrebbe dovuto adottare tutte le misure possibili per impedire tali crimini da parte di Israele o, almeno, non favorirli. Tra le azioni che avrebbe dovuto intraprendere, gli avvocati citano l'interruzione delle relazioni commerciali con Israele, il continuo finanziamento dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA), il divieto totale di esportazione di armi e beni a duplice uso, e l'uso della sua influenza diplomatica per prevenire il genocidio.

Gli avvocati sostengono inoltre che Cassis avrebbe dovuto ricordare al Consiglio federale e all'Assemblea federale gli obblighi della Svizzera come firmataria delle Convenzioni di Ginevra e della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio.

Jean-Daniel Vigny, ex responsabile della politica estera svizzera in materia di diritti umani presso il DFAE, ha espresso rammarico per la mancata attuazione di misure concrete proposte da una sessantina di ex diplomatici in una lettera aperta al Consiglio federale. Irène Wettstein, avvocatessa dell'associazione Stop Complicity, ha sottolineato che il Ministero pubblico della Confederazione non ha ancora avviato un'indagine a seguito di una denuncia penale presentata nel maggio 2025 contro Cassis e altri consiglieri federali.

Gli avvocati hanno criticato anche l'accordo di cooperazione militare firmato nel 2013 tra i ministri della difesa svizzero e israeliano, che ha portato a un aumento delle esportazioni di beni a duplice uso verso Israele, inclusi componenti per il drone Hermes 900 utilizzato nella Striscia di Gaza. Secondo i legali, la Svizzera ha partecipato allo sviluppo di questo drone e fornisce alcuni componenti attraverso una filiale di un'azienda d'armamento israeliano presente nel paese.

Il DFAE ha risposto alla denuncia affermando di averne preso atto e che spetterà all'ufficio del procuratore della CPI decidere sull'eventuale pertinenza delle informazioni ricevute. Il Consiglio federale ha ribadito le sue priorità: un cessate il fuoco immediato e permanente, la liberazione incondizionata di tutti gli ostaggi e l'accesso umanitario senza ostacoli. La Svizzera continua a chiedere il rispetto rigoroso del diritto internazionale e ha sottolineato il suo impegno umanitario in Medio Oriente, pari a 150 milioni di franchi dall'ottobre 2023.