La commissione propone l'aumento degli effettivi da 195 a 215 e la possibilità di rinforzi temporanei per manutenzione e sicurezza
L'impiego di soldati svizzeri in seno alla KFOR stanziata in Kosovo va prorogato fino al 2029. È quanto ritiene la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S), che si è detta d'accordo anche per un aumento degli effettivi.
La presenza della KFOR e di Swisscoy in Kosovo è indispensabile, poiché la situazione in loco, soprattutto nella parte settentrionale, è tuttora fragile. La commissione, spiega una nota odierna dei servizi parlamentari, è convinta che la presenza della KFOR nella regione continui a essere necessaria, anche per contribuire a garantire la stabilità nei Balcani occidentali.
La stabilità del Kosovo e dei Balcani occidentali è inoltre nell'interesse della Svizzera, dove vivono circa 500 mila persone originarie dell’Europa sudorientale, di cui oltre 150 mila di origine kosovara.
La CPS-S appoggia anche un aumento dell'effettivo dei militi svizzeri da 195 a 215 unità. Il Consiglio federale dovrebbe inoltre avere la competenza di aumentare, nel corso del mandato, il contingente fino a un massimo di 30 militari a tempo indeterminato per poter far fronte, se necessario, a un eventuale futuro fabbisogno supplementare della KFOR.
Inoltre si dovrà prevedere la possibilità di attribuire temporaneamente al contingente svizzero fino a 50 militari supplementari per la manutenzione (p. es. degli elicotteri svizzeri) e fino a 20 militari supplementari per la sicurezza del contingente stesso.