L'attivista maliano, ospite della marcia anti-WEF che porterà 600 manifestanti da Küblis a Davos, sollecita condizioni chiare per gli investitori
Il rispetto dei diritti dell'uomo dovrebbe essere il presupposto per l'investimento di capitali in Svizzera, afferma l'attivista del Mali Massa Koné, illustre ospite della marcia anti-Forum economico mondiale (WEF) che condurrà 600 manifestanti da Küblis, in Prettigovia (GR), a Davos, dove dopodomani inizia la riunione annuale del forum.
Le autorità elvetiche stabiliscano "condizioni chiare", dice a Keystone-ATS il contadino e giurista, che si trova per la prima volta in Svizzera. Koné si impegna a livello internazionale per i diritti degli agricoltori e delle comunità locali, affinché possano conservare le loro terre e quindi i loro mezzi di sussistenza.
A suo avviso il forum non opera in questo senso: "Il WEF ha perso la sua ragion d'essere. La povertà e la disuguaglianza stanno aumentando in tutto il mondo".
La Confederazione si impegna a favore dell'Africa, ma ospita anche aziende criticate a livello mondiale per presunti casi di sfruttamento. "È un conflitto. La Svizzera dovrebbe stabilire condizioni chiare per le persone che vogliono investire il proprio denaro nel paese, imponendo il rispetto dei diritti dell'uomo", afferma.
È molto significativo che qualcuno come Koné partecipi alla nostra iniziativa, dice dal canto suo Maeva Strub, portavoce del collettivo Strike WEF (letteralmente sciopero WEF), promotore della marcia di protesta autorizzata ogni anno. La partecipazione del noto attivista dimostra che l'obiettivo di creare una voce globale contro il WEF è stato raggiunto.
Secondo Strub, circa la metà dei 600 manifestanti proviene dalla Svizzera; gli altri sono arrivati dall'Inghilterra, dalla Spagna, dall'Africa meridionale e occidentale e dalla Germania.