Svizzera

Parmelin: “Crans-Montana, conseguenze ancora per molto tempo”

A un evento Udc nel quale Blocher non ha preso la parola, il presidente della Confederazione si è detto ‘colpito dalla grande solidarietà’

Mentre era sul palco
(Keystone)
17 gennaio 2026
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Dopo un 2025 già turbolento, Guy Parmelin era consapevole che durante il suo anno di presidenza molte cose non sarebbero state pianificabili. Tuttavia, è inconcepibile che “l’impossibile” si sia verificato già dopo appena un’ora e mezza, ha dichiarato ieri sera nel suo intervento al tradizionale incontro della sezione Udc zurighese all’Albisgüetli.

“La tragedia di Crans-Montana ci mostra in modo crudo quanto la vita possa essere imprevedibile, incerta e vulnerabile”, ha affermato il 66enne, aggiungendo che i suoi pensieri sono ancora oggi rivolti alle numerose persone colpite, ai morti, ai feriti e alle loro famiglie. “Le conseguenze ci accompagneranno ancora per molto tempo”.

A suo avviso, eventi di questo tipo dimostrano però anche che la Svizzera sa restare unita nelle situazioni difficili, nonostante le differenze sociali e politiche. “La grande solidarietà dimostrata all’interno del Paese, ma anche da altri Stati, mi ha profondamente colpito”, ha sottolineato il presidente della Confederazione. Un evento del genere insegna a chi fa politica a rimanere flessibile e pragmatico. “I nostri piani, programmi e progetti possono essere stravolti da un giorno all’altro”.

L’evento dell’Udc ha registrato una forte affluenza. Tra i presenti figuravano, fra gli altri, l’ex consigliere federale Christoph Blocher che, per una volta, non ha però preso la parola in una manifestazione di cui è sempre stato il mattatore; il presidente nazionale Marcel Dettling; il capogruppo Thomas Aeschi e numerosi altri consiglieri nazionali e agli Stati. Assente, ma giustificato, il consigliere federale Albert Rösti, che da una settimana soffre di un’influenza intestinale.