Svizzera

57 mila firme contro la riforma del servizio civile

Giovani Verdi e altre organizzazioni contestano le nuove restrizioni

15 gennaio 2026
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"No allo smantellamento del servizio civile". Con questo slogan, i Giovani Verdi, supportati da una trentina di organizzazioni, hanno consegnato oggi alla Cancelleria federale 57 mila firme per sostenere il referendum contro l'inasprimento delle condizioni di accesso al servizio civile.

Secondo i promotori del referendum, questa iniziativa rappresenta "un segnale politico forte". Essi sostengono che il servizio civile debba essere mantenuto come un servizio essenziale per la società, intervenendo in settori con gravi carenze di personale e fornendo supporto dove è più necessario.

La legge recentemente approvata dal Parlamento limita del 40% l'accesso al servizio civile, riducendo il numero di civilisti da 6800 a 4000 all'anno, con l'obiettivo di rafforzare gli effettivi dell'esercito. Questo calo è preoccupante, poiché i civilisti contribuiscono con quasi due milioni di giorni di lavoro annuali in settori cruciali come assistenza, istruzione, agricoltura e protezione ambientale, sottolineano i Giovani Verdi e la Federazione svizzera per il servizio civile (Civiva).

Sheldon Masseraz, copresidente dei Giovani Verdi ed ex civilista, evidenzia che in questi settori di importanza sistemica, i civilisti offrono un prezioso supporto al personale. Priska Seiler Graf, consigliera nazionale e vicepresidente di Civiva, aggiunge che, nonostante gli attacchi parlamentari al servizio civile, la popolazione riconosce ampiamente il valore delle prestazioni dei civilisti, essenziali per ospedali, case di riposo, scuole e aziende agricole di montagna.

Pauline Schneider del Gruppo per una Svizzera senza esercito osserva che il servizio civile offre ai giovani con conflitti di coscienza un'alternativa riconosciuta all'obbligo militare. L'alleanza promotrice del referendum teme che l'inasprimento delle condizioni di accesso possa essere il primo passo verso un progressivo svuotamento del servizio civile, fino alla sua possibile soppressione.

Il Parlamento ha deciso di rendere più difficile l'accesso al servizio civile per affrontare la carenza di soldati nell'esercito. Il Consiglio federale considera problematico l'alto numero di domande per il servizio civile, soprattutto da parte di militari che hanno già completato la scuola reclute o da specialisti e quadri dell'esercito.

La nuova legge introduce sei misure principali: chi sceglie il servizio civile dovrà impegnarsi per almeno 150 giorni, con un fattore correttivo di 1,5 per sottufficiali e ufficiali. I medici non potranno operare nel loro settore specialistico all'interno del servizio civile. Inoltre, chi ha già assolto tutti i giorni di servizio obbligatorio nell'esercito non potrà accedere al servizio civile. I civilisti dovranno prestare almeno un impiego all'anno e chi presenta domanda durante la scuola reclute dovrà completare l'impiego di lunga durata entro l'anno successivo.