L'imposizione individuale mira a eliminare la penalizzazione fiscale del matrimonio e a incentivare l'occupazione femminile
L'introduzione dell'imposizione individuale è vista come un passo avanti verso una maggiore equità fiscale e un incentivo per le donne a entrare o rimanere nel mercato del lavoro. Questa riforma, sostenuta da un comitato che invita a votare a favore l'8 marzo, mira a eliminare la cosiddetta "penalizzazione" fiscale del matrimonio.
Attualmente, molte coppie sposate in cui entrambi i coniugi lavorano pagano più tasse rispetto alle coppie conviventi con redditi simili. Questo perché i redditi dei coniugi sposati vengono sommati, facendo rientrare il secondo reddito in una fascia fiscale più alta. Già nel 1984, il Tribunale federale aveva giudicato ingiusto e incostituzionale questo sistema, come ricordato dalla consigliera agli Stati Eva Herzog.
Il sistema attuale risale a un'epoca in cui solo uno dei coniugi, solitamente il marito, lavorava. Oggi, molte coppie hanno un doppio reddito, ma il sistema fiscale penalizza il lavoro femminile, spingendo molte donne a rinunciare al lavoro. La riforma proposta prevede che ogni coniuge compili la propria dichiarazione fiscale indipendentemente dallo stato civile, garantendo così maggiore equità.
Secondo la consigliera nazionale dei Verdi liberali Kathrin Bertschi, la riforma, che sarà votata proprio il giorno della donna, ha anche un valore simbolico. Lavorare in due diventerà più conveniente, poiché il secondo reddito, spesso quello della moglie, non sarà più penalizzato dalla progressione fiscale.
Il senatore PLR Benjamin Mühlemann ha sottolineato che il 50% dei contribuenti pagherà meno imposte, mentre per il 36% non ci saranno cambiamenti. Solo il 14% delle coppie, quelle con un coniuge ad alto reddito e l'altro a reddito modesto, vedrà un leggero aumento delle tasse.
La riforma potrebbe anche aiutare a colmare la carenza di personale qualificato, incentivando le donne a lavorare di più. Secondo la consigliera nazionale Simone de Montmollin, potrebbero essere creati circa 44mila posti di lavoro a tempo pieno, sfruttando meglio il potenziale di manodopera interna.
Il presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori, Severin Moser, ha evidenziato che la riforma potrebbe contrastare la penuria di lavoratori dovuta all'evoluzione demografica.
Dal punto di vista fiscale, la riforma è sostenibile, costando alla Confederazione 600 milioni di franchi l'anno in minori entrate, che sarebbero compensate dall'aumento dell'occupazione femminile. Inoltre, l'imposizione individuale potrebbe migliorare le rendite di vecchiaia, riducendo la povertà tra gli anziani.
Nonostante le critiche sui possibili aumenti del carico amministrativo, la municipale di Lucerna, Franziska Bitzi, ha rassicurato che la digitalizzazione automatizzerà gran parte del lavoro. Inoltre, le nuove detrazioni fiscali per i coniugi con figli dovrebbero portare a una tassazione inferiore rispetto a oggi.