Svizzera

Pro Senectute contraria all'iniziativa '200 franchi bastano!' per tutela dei media pubblici e degli anziani

Eveline Widmer-Schlumpf avverte che l'accettazione dell'iniziativa, in votazione l'8 marzo, ridurrebbe programmi di qualità e la copertura regionale.

14 gennaio 2026
|

Pro Senectute si è detta contraria all'iniziativa popolare "200 franchi bastano!", in votazione il prossimo 8 marzo. "Per molte persone anziane, la SSR garantisce un servizio pubblico di base e un canale informativo che consente loro la partecipazione sociale", ha dichiarato oggi Eveline Widmer-Schlumpf, presidente del Consiglio di fondazione dell'organizzazione che fa gli interessi della terza e quarta età.

A suo avviso, in caso di accettazione dell'Iniziativa SSR, non sarebbe più possibile offrire un programma di qualità per tutte le quattro aree linguistiche. "Anche la copertura giornalistica nelle regioni diminuirebbe sensibilmente", ha affermato l'ex consigliera federale in un'intervista concessa alle testate del gruppo CH Media.

"I contenuti regionali - precisa la presidente di Pro Senectute - sono particolarmente importanti per gli anziani e soprattutto per chi tra loro non è più molto mobile". Le trasmissioni radiofoniche e televisive assumono una grande importanza per le persone in età avanzata, sostiene Widmer-Schlumpf, anche perché fanno meno affidamento a internet.

Secondo uno studio di Pro Senectute pubblicato a giugno dello scorso anno, nonostante nove persone su dieci sopra i 65 anni fruiscano di contenuti online, quelle di oltre 85 anni restano ancora la categoria ad aver più difficoltà ad accedere al mondo digitale.

"Naturalmente molte persone anziane hanno accesso ai media elettronici", ha ribadito la 69enne. "Ciononostante, emerge chiaramente che i contenuti regionali, così come i programmi culturali e informativi locali, sono per loro particolarmente importanti". Inoltre, le emittenti della Società svizzera di radiotelevisione (SSR) permettono alla generazione più anziana di entrare in contatto con quelle più giovani e con le loro problematiche, sostiene Widmer-Schlumpf.

"Ma anche i giovani hanno bisogno di questa offerta - ha aggiunto l'ex consigliera federale - soprattutto oggi, in tempi di fake news e disinformazione".