Svizzera

La cameriera del ‘Constellation’ è una delle 40 vittime

Lo hanno rivelato i giornali di Tamedia. Si tratta di una 24enne di nazionalità francese. Antonio Tajani: ferita inflitta a tutto il Paese

Nel bar ‘Le Constellation’ a Crans-Montana la notte di Capodanno sono morte 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite
(Keystone)
13 gennaio 2026
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Il video, girato all’1.30 della notte di Capodanno all’interno del bar ‘Le Constellation’ di Crans-Montana, ha fatto il giro del mondo: una giovane donna, in testa un casco nero da motociclista, seduta sulle spalle di una persona mascherata, sorregge due bottiglie di champagne sulle quali sono sistemate delle candele pirotecniche; le scintille finiscono sui pannelli di schiuma acustica altamente infiammabile sul soffitto, che prendono fuoco. Di lì a pochi secondi, le fiamme si sarebbero propagate in tutti i locali del bar. Nel rogo moriranno 40 persone (116 i feriti), perlopiù adolescenti e giovani adulti. Stando ai giornali di Tamedia, che citano sia “diverse persone” sia i verbali di interrogatorio dei proprietari del ‘Constellation’, la giovane donna col casco che potrebbe inavvertitamente aver innescato l’incendio è una delle vittime.

Si tratta di una 24enne di nazionalità francese, che lì lavorava come cameriera. La giovane donna era la fidanzata di un cuoco impiegato in un ristorante gestito da Jacques e Jessica Moretti, amico dei coniugi di origine corsa finiti sotto inchiesta per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. “Abbiamo cercato di rianimarla per oltre un’ora, fino a quando i soccorritori ci hanno detto che era troppo tardi”, ha dichiarato Jacques Moretti, secondo quanto riferito dal ‘Tages-Anzeiger’ e dagli altri giornali Tamedia. La famiglia della vittima ha rilasciato una breve dichiarazione tramite i propri avvocati: “Qualunque sia l’esito dell’indagine, questa giovane donna ha seguito le istruzioni dei suoi datori di lavoro. Ha fatto ciò che le è stato chiesto di fare davanti alla responsabile. Non c’era nulla di insolito in questo. (...) Questa giovane impiegata non ha alcuna responsabilità”.

Consapevole del pericolo?

Le rivelazioni sulla tragica fine della 24enne si sommano ad altri dettagli, che emergono giorno dopo giorno. Lunedì, il precedente proprietario del ‘Constellation’ ha detto alla Rts di non sapersi spiegare «perché i coniugi Moretti abbiano ristretto le scale» che collegano il locale interrato con quello al pianterreno. I corpi di buona parte delle 40 vittime sono stati ritrovati accalcati proprio ai piedi della scala principale, intasata dalle persone che cercavano di sfuggire alle fiamme correndo verso l’uscita principale.

Jean-Daniel Clivaz, ristoratore a Crans-Montana, sostiene che Jacques Moretti sapeva già al momento dei lavori di ristrutturazione del ‘Constellation’ nel 2015 che la schiuma acustica rappresentava un pericolo. «Gli ho detto: stai attento a quello che fai, stai attento a quello che usi. Lui ha risposto con calma: non preoccuparti, prenderò tutte le precauzioni necessarie», ha dichiarato Clivaz alla trasmissione televisiva italiana ‘Quarta Repubblica’, stando a quanto riporta il ‘Blick’. Se il 49enne fosse stato consapevole del pericolo, l’ipotesi di reato – in un’inchiesta che ora anche Miriam Mazou, avvocata della famiglia di una vittima, chiede ufficialmente di affidare a un procuratore straordinario proveniente da fuori cantone – potrebbe passare da omicidio colposo a omicidio con dolo eventuale (volontario).

Jessica Moretti resta a piede libero

Sua moglie Jessica, intanto, rimane a piede libero. Accogliendo una richiesta in tal senso del pubblico ministero, il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese ha però deciso martedì di imporle misure sostitutive alla detenzione preventiva: divieto di lasciare la Svizzera, obbligo di depositare tutti i documenti di identità e di soggiorno presso il Ministero pubblico, obbligo di presentarsi quotidianamente presso una stazione di polizia e deposito di una cauzione il cui ammontare sarà determinato in un secondo tempo. Alla vigilia, lo stesso tribunale aveva ordinato la custodia cautelare per un periodo iniziale di tre mesi nei confronti del marito Jacques. La Corte si era però detta disposta a revocarla, qualora il sospettato offra garanzie che scongiurino il rischio di fuga. Per la coppia vale la presunzione d’innocenza.

L’Italia vuole costituirsi parte civile

Martedì si è saputo anche che l’Italia intende costituirsi parte civile nel procedimento penale. Antonio Tajani ha ribadito l’esigenza che venga fatta «piena chiarezza». Già all’indomani della tragedia, a Crans-Montana, il ministro degli Esteri aveva chiesto alle autorità vallesane di «fare tutto il possibile per accertare rigorosamente i fatti, determinare le responsabilità e adottare tutte le misure necessarie affinché i colpevoli siano perseguiti», ha ricordato durante un intervento al Senato. «È giusto che l’Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo, perché si tratta di una ferita inflitta all’intero Paese», ha aggiunto. Sei italiani figurano tra le 40 persone decedute nel rogo di Crans-Montana, altri 14 sono rimasti feriti.

La Camera alta del Parlamento italiano, dopo aver osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime della tragedia, ha poi approvato all’unanimità una risoluzione presentata da tutti i gruppi parlamentari. Il testo invita in particolare il governo “ad attuare tutte le misure utili per garantire un’assistenza legale completa e continua” ai feriti e alle famiglie delle vittime, nonché a “valutare la possibilità di partecipare agli eventuali procedimenti penali e civili”.

Norme antincendio al vaglio

In Svizzera le autorità comunali e cantonali continuano a valutare il da farsi in materia di norme antincendio. Il Governo grigionese non ritiene necessario al momento apportarvi modifiche. «Per quanto riguarda le norme antincendio siamo a un ottimo livello con l’Assicurazione fabbricati dei Grigioni», ha dichiarato il consigliere di Stato Peter Peyer durante l’incontro mensile con i media. Peyer ha aggiunto che il Governo valuta costantemente la situazione, ascoltando anche il parere di esperti in materia. Nel Canton Grigioni nella maggior parte dei casi è l’Assicurazione dei fabbricati cantonale che autorizza e controlla gli immobili a rischio di incendio.

Il Canton Vaud ha invece inasprito i controlli delle norme antincendio e ha vietato l’uso di articoli pirotecnici nei locali chiusi come bar, ristoranti e discoteche. Anche Livigno in Valtellina, a poche settimane dall’inizio dei Giochi olimpici di Milano Cortina, ha vietato l’uso di candele, bengala, fontane scintillanti e qualsiasi altro articolo con fiamme libere all’interno di bar, ristoranti, discoteche e strutture ricettive.