Svizzera

Nestlé: Problemi di contaminazione in Svizzera

Rivelata solo di recente la presenza di tossine nei prodotti per l'infanzia.

9 gennaio 2026
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La Nestlé ha comunicato alle autorità svizzere la possibile presenza di una tossina nei suoi prodotti per l'infanzia già nel dicembre 2025. Tuttavia, inizialmente, l'azienda aveva rassicurato che la Svizzera non fosse coinvolta nel problema. Solo all'inizio di questa settimana, dopo ulteriori indagini interne, è emersa la reale portata della contaminazione, modificando il quadro iniziale.

L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha confermato all'agenzia Awp che il 5 gennaio Nestlé ha informato le autorità che anche i prodotti venduti in Svizzera erano interessati. Questo ha portato a un aggiornamento delle misure di allerta. Nello stesso giorno, l'USAV ha emesso un avviso di richiamo, invitando i consumatori a seguire le indicazioni ufficiali.

L'USAV ha dichiarato di essere in stretto contatto con gli organi di esecuzione competenti, in particolare con i chimici cantonali di Vaud e Berna. Il laboratorio cantonale bernese ha confermato di avere relazioni continue con Nestlé e l'USAV, ma ha sottolineato di non poter rilasciare dichiarazioni dettagliate su un'indagine ancora in corso.

Per quanto riguarda la trasparenza pubblica, il chimico cantonale ha rimandato a Nestlé, che ha creato una pagina informativa sul richiamo e sui paesi coinvolti. Anche secondo l'USAV, la gestione iniziale dell'allerta spetta all'azienda, che deve segnalare tempestivamente ogni anomalia nella catena di fabbricazione.

I funzionari ricordano che il diritto alimentare svizzero si basa sul principio dell'autocontrollo: la responsabilità primaria della sicurezza alimentare è delle imprese, che devono monitorare i propri prodotti. Se un'azienda rileva o sospetta un rischio per la salute, deve informare immediatamente l'autorità cantonale competente, che a sua volta notifica l'USAV. Una volta attivata questa catena, la società pubblica il richiamo in collaborazione con le autorità cantonali, condividendo la responsabilità della tutela dei consumatori.