Svizzera

ZH: 63enne srilankese accusato di aggressioni sessuali su minori

8 gennaio 2026
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Un uomo di 63 anni originario dello Sri Lanka e con precedenti penali dovrà comparire oggi davanti al Tribunale d'appello di Zurigo per aver palpeggiato diversi ragazzi minorenni sui treni delle FFS.

Il padre di famiglia, con diverse condanne precedenti, in più occasioni, prendeva posto sui convogli a fianco di ragazzi. Dopodiché poggiava la sua giacca in modo da coprire le gambe e il ventre delle sue giovani vittime, per poi toccare loro gambe e genitali.

Per la lunga seria di abusi sessuali, l'imputato era stato ritenuto colpevole dal Tribunale distrettuale di Zurigo, il quale, il 21 gennaio 2025, lo aveva condannato a 38 mesi di prigione sospendendo la pena in favore di una terapia stazionaria. L'uomo dovrebbe inoltre venire espulso dalla Svizzera e dallo spazio Schengen per un periodo di cinque anni.

Contro la sentenza pronunciata dal tribunale di primo grado il 63enne - giudicato colpevole di ripetuta coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, tentati atti sessuali con fanciulli e molestie sessuali - ha però presentato appello.

Durante il suo periodo di prova e immediatamente dopo il rilascio dalla detenzione preventiva, lo srilankese aveva continuato a molestare minorenni. Le aggressioni a sfondo sessuale commesse su sei giovani di età compresa tra i 14 e i 17 anni, tutti avvicinati su treni delle FFS si sono consumate fra il 2020 e il 2024.

L'uomo era già stato condannato in passato a più riprese per fatti analoghi. In più occasione gli era stato vietato di lavorare in presenza di bambini e giovani, ma ha continuato a commettere reati, sempre con la stessa metodologia.

Nel corso del processo di primo grado, la pubblica accusa aveva chiesto di condannare l'uomo anche per atti sessuali con persone inette a resistere - in particolare per quanto riguarda un caso che ha interessato una vittima di 16 anni - e ha richiesto una condanna a 40 mesi senza la condizionale, una terapia stazionaria e l'espulsione dalla Svizzera per sei anni. Il tribunale di prima istanza aveva valutato il reato ai danni dell'adolescente come coazione sessuale.

La difesa dal canto suo, aveva contestato l'accusa più grave, battendosi invano per una riduzione della pena a 13 mesi sospesi, una terapia ambulatoriale e chiedendo che il suo assistito venisse immediatamente rilasciato dalla detenzione preventiva.

L'inizio del processo in appello è previsto per questo pomeriggio alle ore 13:30.