Giornalisti dell'ente radiotelevisivo pubblico italiano Rai hanno deplorato oggi in diretta televisiva di essere stati aggrediti ieri sera a Crans-Montana (VS) mentre stavano filmando davanti a uno dei locali gestiti dagli esercenti del bar Le Constellation, teatro del rogo che a Capodanno ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. Hanno sporto denuncia.
Ieri "noi siamo andati davanti a uno dei tre locali" degli esercenti "che al momento sono indagati: siamo andati davanti a un ristorante e abbiamo solamente inquadrato e ripreso un cartello sulla strada, che informava della chiusura del ristorante. A quel punto è arrivata un'auto a tutta velocità con musica altissima, sono uscite tre persone che hanno cominciato a intimidirci e a insultarci con insulti diretti a tutti gli italiani", ha raccontato l'inviato Domenico Marocchi, in un collegamento in diretta per la trasmissione 1mattina News del canale televisivo Rai 1.
"Stavamo per andarcene quando sono arrivate altre sette persone, che hanno circondato la nostra auto: abbiamo anche le immagini. Poi è arrivato anche uno spintone verso la nostra auto: siamo entrati tutti dentro l'abitacolo e lì hanno iniziato a dare colpi all'auto e agli specchietti. Una brutta avventura che racconta un clima pesante".
Sull'episodio si è espresso anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani in un messaggio sulla piattaforma X: "Due troupe della Rai sono state aggredite e minacciate ieri a Crans-Montana. I giornalisti stavano lavorando per testimoniare al pubblico italiano i seguiti della sciagura che ha colpito mortalmente sei nostri giovani e ha provocato molti feriti, anche particolarmente gravi".
"Ho chiesto alla nostra ambasciata in Svizzera – ha aggiunto Tajani – di sensibilizzare le autorità sulla necessità di attenzione e sorveglianza. Nel rispetto di ogni sensibilità, i giornalisti dovranno continuare a operare liberamente. Il contesto di questa sciagura deve portarci a rispettare il dolore di tutti, ma in nessun modo deve permettere atti di violenza o intimidazione contro la stampa".
L'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha quindi sollecitato la Polizia cantonale vallesana a "rafforzare la vigilanza a tutela dell'incolumità dei media italiani".