Svizzera

Crans-Montana, anche vittime svizzere trasferite all'estero per cure specialistiche

50 pazienti gravemente ustionati saranno spostati in ospedali in Belgio, Francia, Germania e Italia; trasferimenti coordinati dall'UFPP e dal NEOC entro domenica

2 gennaio 2026
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Tra le 50 vittime gravemente ustionate di Crans-Montana (VS) che dovranno essere trasferite entro domenica in ospedali specializzati all'estero ci saranno anche cittadini svizzeri. Lo ha reso noto questa sera l'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP).

In una nota si legge che in una prima fase è stato possibile garantire a tutti i 119 feriti un trattamento iniziale negli ospedali svizzeri. Per cure a lungo termine delle vittime gravemente ustionate, tuttavia, le capacità dei nosocomi elvetici non sono sufficienti.

Ciò perché il trattamento a lungo termine di queste persone richiederà presumibilmente mesi e il numero di pazienti con gravi ustioni è elevato.

Secondo il comunicato, il Centrale nazionale d'allarme e gestione degli eventi (NEOC) dell'UFPP coordina i trasferimenti medici. Gli ospedali curanti segnalano i pazienti che devono essere spostati. L'assegnazione dei pazienti ai posti disponibili avviene secondo criteri medici.

Il trasferimento deve avvenire nelle prossime 48 ore, periodo in cui i pazienti sono ancora abbastanza stabili da poter essere spostati.

"È importante che i familiari mostrino comprensione per i criteri applicati e per l'urgenza, anche se si tratta di situazioni indicibilmente difficili per le famiglie", scrive l'UFPP.

Le autorità vallesane avevano già annunciato ieri pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa, che entro domenica 50 pazienti verranno trasferiti all'estero, in ospedali in Belgio, Francia, Germania e Italia. Secondo l'UFPP, sono allo studio anche trasferimenti in Paesi più lontani.