AGCM sospetta pratiche anticoncorrenziali nei confronti dei rivenditori
Swatch Group ha confermato che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) italiana ha effettuato ispezioni nei suoi uffici in Italia. L'azienda orologiera di Bienne è sospettata di pratiche anticoncorrenziali, in particolare per aver imposto prezzi di vendita ai propri rivenditori nel paese.
Le agenzie di stampa Ansa e France-Presse hanno riportato che Swatch Group è nel mirino degli investigatori italiani, insieme al gruppo giapponese Citizen, che include marchi come Frédérique Constant, Bulova, Vagary e Alpina. L'AGCM ha avviato un'indagine per verificare possibili violazioni dell'articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), riguardanti la fissazione dei prezzi al pubblico sui canali online dei distributori autorizzati.
Un portavoce di Swatch ha dichiarato che le autorità italiane hanno visitato la sede di Swatch Group Italia per raccogliere informazioni su una possibile violazione delle procedure di determinazione dei prezzi dei marchi Tissot Italia e Mido Italia. Il gruppo sta collaborando pienamente con le autorità per chiarire la situazione.
Secondo l'AGCM, Swatch Group e Citizen monitorerebbero i prezzi praticati dai rivenditori, applicando misure di ritorsione contro chi offre sconti. Tuttavia, il portavoce di Swatch non ha commentato su questo aspetto specifico.
In particolare, l'AGCM ha ricevuto due segnalazioni anonime riguardanti Swatch. La prima, datata 7 aprile, riguarda restrizioni alla vendita al dettaglio di prodotti Tissot su piattaforme di terzi. La seconda, del 20 giugno, accusa Swatch Group Italia di fissare i prezzi di rivendita tramite i propri rappresentanti commerciali, che avrebbero intimato ai rivenditori di non applicare sconti, pena ritorsioni. Questa pratica sarebbe stata attuata almeno dal 2023 tramite l'applicazione WhatsApp per imporre la rimozione degli sconti dai siti online dei distributori.