Svizzera

UE approva nuove misure sui rimpatri e hub migratori

Accordo su norme per rimpatri e Paesi terzi sicuri. Italia protagonista.

8 dicembre 2025
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L'Unione Europea ha compiuto un passo significativo nella gestione della migrazione, con l'approvazione di tre importanti regolamenti durante il Consiglio Affari Interni. Queste norme, che completano il Patto sulla migrazione approvato nel 2024 e operativo dal prossimo giugno, riguardano i rimpatri, il concetto di Paesi terzi sicuri e la lista dei Paesi di origine sicuri.

Una delle novità principali è la possibilità di creare 'return hub' all'estero, a condizione che rispettino criteri di sicurezza per i migranti. Questo modello, già in fase di sviluppo in Albania, ha ricevuto il plauso del ministro italiano Matteo Piantedosi, che ha sottolineato il ruolo cruciale dell'Italia nel raggiungimento dell'accordo.

Inoltre, è stato raggiunto un accordo sul fondo di solidarietà per il 2026, previsto dal Patto sulla migrazione. Sebbene la quota fissata sia di 21.000, inferiore ai 30.000 previsti a regime, l'Italia è tra i Paesi che riceveranno solidarietà obbligatoria dagli altri Stati membri. Gli Stati potranno scegliere tra il ricollocamento fisico dei migranti o contributi finanziari, con una preferenza per quest'ultima opzione.

Un altro elemento chiave è il meccanismo di offset, che permette ai Paesi di destinazione di richiedere lo scorporo dei migranti presenti sul loro territorio dalla solidarietà obbligatoria. L'Italia ha negoziato un accordo con Germania e Francia per scontare i migranti fino a giugno 2026, senza ricevere nuova solidarietà.

I regolamenti approvati includono anche il concetto di Paese terzo sicuro, che consente di respingere le domande di asilo se il richiedente potrebbe ottenere protezione in un Paese terzo considerato sicuro. I requisiti per questa designazione sono stati semplificati, eliminando la necessità di un legame con il Paese terzo.

Il Consiglio ha designato Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia come Paesi di origine sicuri, insieme ai Paesi candidati all'adesione all'UE. Il commissario all'Interno Magnus Brunner ha definito queste decisioni un "punto di svolta" per la politica migratoria europea.