Il Consiglio federale lo rende operativo dal 17 dicembre e abbassa le soglie: aumento irregolari +30% e tasso di riconoscimento asilo sotto il 20%
Seguendo l'Unione europea (UE), anche la Svizzera potenzierà il meccanismo di ripristino temporaneo dell'obbligo di visto per i Paesi terzi nel quadro di Schengen. Ciò avverrà in determinate circostanze: superamento di soglie migratorie, minacce alla sicurezza o violazione dei diritti umani. Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale. La misura entrerà in vigore il 17 dicembre.
L'esenzione dal visto concessa a un Paese terzo potrà essere sospesa non appena si riscontri un aumento del 30% (rispetto al 50% precedente) del numero di cittadini di tale Paese che risiedono illegalmente nello spazio Schengen o ai quali è stato negato l'ingresso nel territorio di uno Stato membro, precisa il governo in una nota.
Il meccanismo di sospensione potrà essere attivato nei confronti di un Paese terzo anche in caso di aumento sostanziale del numero di domande di asilo provenienti da tale Paese, per il quale il tasso di riconoscimento è inferiore al 20% (rispetto al 3% precedente).
L'attivazione sarà possibile anche in caso di minacce all'ordine pubblico e alla sicurezza degli Stati legate alla strumentalizzazione statale dei migranti, di scomparsa delle condizioni che hanno condotto all'esenzione dall'obbligo del visto e di deterioramento delle relazioni dell'UE con Stati terzi a causa di violazioni dei diritti umani commesse da questi ultimi, prosegue l'esecutivo.
In situazioni di emergenza, la Commissione europea potrà inoltre avvalersi di una procedura semplificata per ripristinare l'obbligo del visto per un periodo di 12 mesi per determinati Paesi terzi. Questa misura si applicherebbe a tutto lo spazio Schengen.