Nel corso della seduta odierna, il Consiglio degli Stati ha:
- LEGGE SULL'ESERCITO: affrontando a livello di divergenze la modifica dell'ordinanza sull’amministrazione dell’esercito e organizzazione, il cui scopo è rendere l'armata più flessibile, mantenuto alcune divergenze col Nazionale, in particolare circa la lunghezza della scuola reclute. Il governo prevede che le scuole reclute possano durare meno di 18 settimane, a seconda delle esigenze di addestramento delle diverse armi. I giorni rimanenti devono essere completati in modo più flessibile, in base alle esigenze dell'esercito e dei militari. La durata totale dell'addestramento rimane invariata. La Camera dei Cantoni non si è opposta alla flessibilizzazione in sé. Tuttavia, ritiene che la disposizione debba essere soppressa, auspicando innanzitutto indicazioni più chiare sulla durata minima. Circa gli effettivi dell'esercito, il Consiglio nazionale ha chiesto che l'esercito disponga di un organico regolamentare di almeno 100 mila militi soggetti all'obbligo di servizio e di un organico effettivo sufficiente a garantire in ogni momento l'organico regolamentare. Oggi il Consiglio degli Stati ha seguito questa proposta, nonostante l'opposizione della sinistra. Nel suo progetto, il Consiglio federale chiede di poter convocare, senza richiedere l'approvazione dell'Assemblea federale, un massimo di 18 militari armati per impegni di durata superiore a tre settimane, contro gli attuali 10 per la stessa durata. Si tratta in particolare di un impegno per la protezione delle ambasciate. Questo limite è troppo rigido. Con 24 voti contro 20, i senatori hanno quindi proposto un limite di 50 militari. Il dossier ritorna al Nazionale;
- SICUREZZA, MANDATO NEGOZIALE CON UE E NATO: approvato per 22 voti a 20 una mozione del Nazionale che chiede al Consiglio federale di avviare colloqui in vista di negoziati per un accordo di partenariato nell’ambito della sicurezza e della difesa non solo con l’UE, come auspicato dal Nazionale, ma anche con la NATO. Sulla base del risultato di questi primi contatti, il Consiglio federale dovrà poi elaborare i corrispondenti mandati negoziali e sottoporli alle Commissioni della politica di sicurezza e della politica estera. Il dossier ritorna alla camera del popolo che dovrà esprimersi di nuovo sulla sua mozione, modificata dalla camera dei Cantoni;
- DIFESA AEREA ANTIDRONE: approvato per 32 voti a 10 una mozione che chiede al Consiglio federale di dotare la Svizzera di sistemi di difesa e della quantità di munizioni necessaria per proteggere il proprio spazio aereo. La ripetuta violazione dello spazio aereo polacco e le grandi manovre effettuate contemporaneamente dalle truppe russe e bielorusse in prossimità del confine dimostrano chiaramente che la Russia sta cercando falle nei sistemi di difesa, ha affermato in aula a nome della Commissione, Marianne Binder-Keller (Centro/AG). Una situazione straordinaria richiede una risposta straordinaria, ha affermato. Secondo il Dipartimento federale della difesa, la Svizzera non è attualmente in grado di respingere un attacco con droni come quello subito dalla Polonia, ha ricordato la "senatrice" argoviese. Una strategia di difesa richiederà misure convenzionali, come i sistemi di difesa terra-aria, e non convenzionali, come i droni di difesa. A suo avviso, dato che una strategia di difesa dovrebbe essere pronta tra pochi mesi, è necessario puntare anche a una cooperazione diretta con le aziende svizzere per l'acquisizione dei sistemi. La settimana prossima il Nazionale dovrà esprimersi un un atto parlamentare analogo;
- MUNIZIONI: accolto per 35 voti a 3 una mozione di Werner Salzmann (UDC/BE), che chiede al Consiglio federale di mantenere una produzione propria di munizioni impedendo la delocalizzazione dello specialista in materia del gruppo SwissP Defense (ex Ammotec). La vendita di Ammotec, nata dalla separazione da Ruag, era stata approvata dal Parlamento nel 2021. Ma per il bernese si è trattato di un "grave errore". La fabbrica di munizioni, venduta alla società italiana Beretta, è molto importante per la sicurezza del nostro Paese, ha affermato in aula. Tra l'altro, il sito produttivo di Thun (BE) si trova in una situazione economica difficile. Beretta starebbe infatti valutando di interrompere la produzione o di delocalizzarla all'estero. Per Salzmann, la Svizzera non può permettersi di perdere un'altra azienda produttrice di munizioni. Il Consiglio federale deve prepararsi a questa eventualità e prevedere misure adeguate. Quest'ultimo ha riconosciuto che, a causa del deterioramento della situazione della sicurezza, l'acquisto e lo stoccaggio di munizioni in quantità sufficiente ha ripreso importanza. Per questo si stanno studiando diverse misure volte a migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento. Una cooperazione strategica tra la Confederazione e SwissP è una delle opzioni possibili. Il governo intende innanzitutto esaminare questa possibilità e procedere a un'analisi e a una valutazione approfondite;
- MUNIZIONE DA TASCA: respinto per 31 voti a 9 una mozione di Werner Salzmann (UDC/BE) che chiedeva di avviare i preparativi per la riconsegna della munizione da tasca ai soldati. Per la maggioranza, la situazione a livello di minaccia non è tale da riconsiderare la prassi attuale;
- ESERCITO: accolto per 17 voti a 16 un postulato di Marianne Binder-Keller (Centro/AG) che chiede al governo di esaminare se non sia possibile accedere al servizio militare non armato in modo meno complicato, onde evitare troppe partenze per il servizio civile;
Ordine del giorno per giovedì, 4 dicembre, 08:15-13.00:
Legge sui cartelli. Modifica
Formazione professionale: 6 settimane di ferie agli apprendisti.
Misure a favore dei locatari vulnerabili al momento del pensionamento o vittime di estromissione a seguito di demolizioni o di ristrutturazioni. Mozione