Avvenuto a Losanna durante una manifestazione di circa 1500 dipendenti pubblici; minacce, spintoni e condanne trasversali di partiti e sindacati
Il Gran Consiglio vodese ha condannato con fermezza gli insulti, le intimidazioni e le aggressioni fisiche subiti ieri sera a Losanna, durante una manifestazione di circa 1500 dipendenti pubblici, da alcuni deputati al termine della seduta del Parlamento.
Stamane, in apertura di seduta, il presidente del Gran Consiglio Stéphane Montangero ha definito gli episodi "gravi" e "dannosi per l'immagine di manifestanti e sindacati", ribadendo che il diritto di protesta è sacrosanto ma ogni forma di violenza va esclusa.
Parole di condanna sono arrivate da tutti gli schieramenti: il PLR ha parlato di atti "inaccettabili", la sinistra li ha definiti opera di "pochi individui isolati", pur sottolineando la responsabilità del governo nel rifiutare il dialogo.
La presidente del Consiglio di Stato vodese Christelle Luisier si è detta "atterrita", rivelando che una deputata è stata minacciata di essere "pugnalata" e ha chiesto rispetto per il processo democratico.
I sindacati SSP, FSF e Sud, in un comunicato, hanno ammesso che vi sono stati "alcuni spintoni", precisando che non era nelle intenzioni degli organizzatori e hanno promesso misure più rigide per la prossima protesta, prevista per questa sera.
Lo scontro avviene mentre il parlamento discute il bilancio 2026, molto contestato, che prevede un deficit di 331 milioni e tagli per 305 milioni.