Svizzera

Ethos: rapporti di sostenibilità delle aziende, fare di più

18 novembre 2025
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Passi avanti nei rapporti di sostenibilità redatti dalle aziende svizzere quotate in borsa, ma il margine di miglioramento è ancora molto ampio. È quanto rileva Ethos dopo avere, per il secondo anno consecutivo, esaminato questi documenti in termini di trasparenza, qualità dei dati, verifica esterna e obiettivi climatici.

Lo studio pubblicato oggi ha preso in considerazione 137 società tenute per legge a pubblicare un rapporto di sostenibilità, precisa Ethos. La fondazione valuta positivamente l'aumento del numero di relazioni sottoposte a verifica esterna, così come il numero di obiettivi climatici convalidati da un ente scientifico indipendente.

"La legge non richiede tale verifica", ha affermato il direttore di Ethos Vincent Kaufmann in una conferenza stampa odierna. Attualmente circa la metà delle aziende fa approvare i propri rapporti da un ente esterno. "Almeno alcuni indicatori", ha precisato, dato che solo il 5% delle società ha proceduto ha una verifica completa.

Secondo Ethos, è aumentata anche la divulgazione delle emissioni di gas serra, in particolare da parte degli istituti finanziari. È pure cresciuta la percentuale di aziende che hanno sottoposto il rapporto a votazione vincolante durante l'assemblea generale, passando dal 56 al 67%.

Malgrado ciò, per Ethos la qualità e la trasparenza restano ampiamente insufficienti, tanto che la fondazione ha raccomandato l'approvazione solo del 40% dei rapporti, rispetto al 46% dell'anno scorso.

Per quanto riguarda i gruppi quotati nello Swiss Market Index (SMI), il quadro è rimasto invariato: la fondazione ha raccomandato l'approvazione di soli 11 relazioni su 20. I motivi principali del rifiuto sono stati la mancanza di trasparenza, la qualità insufficiente dei dati e gli obiettivi poco ambiziosi.

Molte aziende non forniscono per esempio dati sulle emissioni di CO2 prodotte dai trasporti. La registrazione delle emissioni di gas serra è complessa, ha ammesso Kaufmann. Ethos rileva però delle lacune anche nei dati relativamente facili da registrare.

L'approvazione delle relazioni alle assemblee generali è scesa in media al 95%, rispetto al 97% dell'anno precedente. "Gli azionisti sono diventati un po' più critici", ha commentato il direttore di Ethos, spiegando il consenso ancora molto elevato, tra l'altro, con la mancanza di abitudine. Solo in Svizzera e in Spagna gli azionisti devono votare tali relazioni durante l'assemblea generale.

Ethos vede infine con occhio critico la quota femminile nei consigli di amministrazione: solo il 52% delle aziende esaminate ha raggiunto almeno il 30% di donne. Le grandi società dovranno rispettare questa quota a partire dal prossimo anno. In 25 delle aziende esaminate non c'è attualmente nemmeno una donna nel consiglio di amministrazione.