Iniziativa popolare svizzera chiede ricerche indipendenti sui rischi e punta a raccogliere 100.000 firme entro l'11 maggio 2027
In futuro, prima di concedere ulteriori frequenze per la telefonia mobile - leggi 6G - si dovrebbe provare che ciò non produca effetti nocivi sull'uomo e sul suo ambiente naturale.
È quanto si prefigge l'iniziativa popolare "Per la protezione da radiazioni nocive! (Iniziativa onde millimetriche)" che, secondo la Cancelleria federale, soddisfa tutti i requisiti di legge. Il comitato promotore - fra cui siede anche il consigliere agli Stati UDC di Svitto, Pirmin Schwander, e la ticinese Tabea Bopp dell'Associazione frequenze evolutive Afe - ha tempo fino all'11 maggio 2027 per raccogliere le firme necessarie (100 mila).
Stando al sito web del comitato promotore (millimeterwellen.ch), con l'introduzione del 5G nel 2019, il piano di frequenze è stato ampliato: sono state riservate alla telefonia mobile anche nuove bande di frequenza (26 GHz e 40 GHz) nello spettro delle onde millimetriche, che dovrebbero consentire una maggiore capacità di rete e una trasmissione dati più veloce.
Tuttavia, stando ai promotori dell'iniziativa, gli effetti sulla salute sono ancora in gran parte sconosciuti. Nel 2019, la politica e l'industria hanno affermato che l'introduzione sarebbe avvenuta solo dopo un'attenta valutazione. Questa promessa, si legge sul sito, "non è stata ancora mantenuta, come già accaduto in passato con l'approvazione di nuove frequenze, quando i possibili rischi non sono stati quasi mai discussi".
Per questo è stata lanciata l'iniziativa popolare volta a garantire che i possibili rischi per la salute siano accuratamente valutati prima dell'introduzione di nuove frequenze. L'introduzione del servizio di telefonia mobile 6G con onde millimetriche è già in fase di test, senza che siano state condotte ricerche indipendenti sui suoi effetti sulla salute, afferma Hansueli Jakob del comitato d'iniziativa, citato sul sito.
A suo avviso, la telefonia mobile con onde millimetriche richiede almeno 12 mila siti di antenne supplementari in Svizzera a causa della loro portata ridotta. "Per fermare questa follia - conclude - questa iniziativa è urgentemente necessaria."