Svizzera

Petizione nazionale contro l'ampliamento delle aperture domenicali dei negozi

Oltre 9.000 firme depositate a Berna; sindacati Unia e Syna avvertono di peggioramenti per i lavoratori e i settori correlati

30 ottobre 2025
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Una petizione firmata da oltre 9'000 persone è stata depositata oggi a Berna, per protestare contro il progetto del Parlamento di estendere le aperture dei negozi a dodici domeniche all'anno. Secondo un comunicato odierno congiunto dei sindacati Unia e Syna, questa modifica peggiorerebbe ulteriormente le condizioni di lavoro nel settore del commercio al dettaglio.

Il personale di vendita, che in Svizzera rappresenta circa 230'000 posti di lavoro a tempo pieno, non è l'unico a rifiutare un modello di società funzionante 24 ore su 24. Secondo i sindacati, anche il grande pubblico è contrario.

Il progetto delle dodici aperture domenicali, al posto delle quattro attuali, comprometterebbe le già precarie condizioni di lavoro dei venditori. I sindacati rivendicano invece rispetto, condizioni di lavoro sane e orari lavorativi corretti. A risentirne, avverte la presidente di Unia Vania Alleva, «sarebbero anche i lavoratori nei settori della logistica, delle pulizie e della sicurezza».

«Non ci saranno assunzioni supplementari», sostiene una commessa citata nel comunicato. «Al contrario, il personale attuale verrà ripartito su sei giorni lavorativi, per cui saremo ancora più stressati, ciò che significa sovraccarico, più assenze per malattia e impegno maggiore per i colleghi».

Per Unia e Syna, «la domenica libera non è un lusso, bensì un pilastro centrale della protezione della salute e della coesione sociale». Allo stesso tempo i sindacati si oppongono a una seconda iniziativa, che intende autorizzare il lavoro per nove domeniche all'anno, «con il pretesto» del telelavoro.