Anche fra i liberi professionisti si registra penuria di personale: è quanto risulta da un sondaggio svolto fra medici, architetti, fisioterapisti, notai, ingegneri e altre professioni, secondo cui tale situazione è dovuta all'incalzante burocrazia e a tariffe remunerative che rendono simili "mestieri" meno attrattivi per le giovani leve, che preferiscono rivolgersi verso il settore pubblico.
Da uno studio scientifico svolto dall'istituto di ricerca BSS di Basilea su mandato dell'Associazione svizzera delle libere professioni (ASLP), è emerso che oltre il 70% dei professionisti considera la penuria di personale una sfida importante.
Secondo le previsioni estrapolate da 3655 risposte pervenute ai ricercatori, sottolinea una nota odierna dell'ASLP, la domanda non diminuirà, ma nel migliore dei casi si stabilizzerà ad un livello elevato.
Oltre la metà dei posti liberi rimane scoperta per oltre 6 mesi. Secondo studi precedenti, la durata media dei posti vacanti nell'economia svizzera era di 43 giorni. Oggi, a causa della carenza di personale, nelle libere professioni sono comuni settimane lavorative di 50 ore.
Le conseguenze? Stress e colli di bottiglia nella messa a disposizione dei servizi sono in crescita.
Carenza di personale significa anche tempi di attesa più lunghi per i clienti e i pazienti, e talvolta il rifiuto di appuntamenti o servizi. A ciò si aggiungono le preoccupazioni relative alla successione per studi medici e legali.
Le ragioni della carenza di personale qualificato sono molteplici, spiega il comunicato: i membri dell'associazione puntano il dito sul crescente divario salariale rispetto a posizioni comparabili nell'amministrazione pubblica e nell'elevato carico amministrativo.
Le istituzioni statali e la pubblica amministrazione pagano salari più alti ai neolaureati rispetto a quelli che un lavoratore indipendente potrebbe guadagnare all'inizio della propria carriera. Secondo i membri dell'associazione ciò è controproducente per l'economia e la società.
Ciò fa sì, secondo lo studio, che il lavoro indipendente come forma di occupazione sia sotto pressione. Per i giovani che entrano nel mondo del lavoro, sta perdendo notevolmente di importanza: il lavoro in proprio non è più visto come un ideale, a patto che le condizioni quadro siano adeguate.
Per porre rimedio a tale situazione, l'ASLP chiede l'adozione di diverse misure, come l'aumento di posti di formazione nel settore sanitario e tecnico e tariffe più elevate, in particolare per medici di base, pediatri, fisioterapisti, psicologi, chiropratici e logopedisti. Inoltre, puntualizza la nota, sono necessari onorari equi per gli studi di architettura e ingegneria.
Per i liberi professionisti sarebbe inoltre necessario adeguare gli appalti pubblici affinché non sia solo il prezzo dell'offerta a essere determinante, ma anche i criteri qualitativi (posti di apprendistato e rispetto delle norme di qualità, per esempio).
Nel catalogo delle rivendicazioni, figura anche una rapida attuazione della legge sullo sgravio delle imprese, approvata dal Parlamento nel settembre 2023, come anche la digitalizzazione dei processi.
Gli studenti, inoltre, nell'ambito del servizio di orientamento professionale, dovrebbero ricevere non solo informazioni sulla formazione, ma anche sulla possibilità di studiare e successivamente lavorare nel contesto delle libere professioni.
L'ASLP è l'organizzazione mantello che rappresenta a livello nazionale il gruppo dei liberi professionisti e delle loro organizzazioni professionali - per esempio medici, notai, avvocati, ingegneri, architetti, gestori patrimoniali, banche private - in tutti i settori in cui esistono interessi convergenti. Le singole associazioni contano complessivamente 120 mila membri.