La guerra a Gaza e la crescente brutalizzazione della politica e della società hanno caratterizzato oggi il congresso del PS a Sursee (LU). I socialisti hanno inoltre lanciato un'iniziativa sui premi dell'assicurazione malattie in base al reddito.
Il tema di Gaza ha suscitato discussioni già prima del congresso. Da un lato c‘è stata la manifestazione pro Palestina a Berna, caratterizzata da eccessi di violenza, alla quale aveva aderito anche la Gioventù Socialista, e dall'altro una risoluzione della direzione del partito su Gaza è stata criticata perché considerata unilateralmente filopalestinese.
I critici hanno presentato oggi una seconda risoluzione che pone l'accento sul processo di pace. Su richiesta della direzione del partito, il congresso ha approvato entrambi i documenti. Tuttavia, non c’è stata unanimità.
La risoluzione della direzione del partito condanna "il genocidio perpetrato da Israele". Il copresidente del PS Cédric Wermuth (AG) ha motivato tale definizione sostenendo che Israele ha privato i palestinesi di Gaza dei loro mezzi di sussistenza.
Non tutti però si sono dichiarati d'accordo. È presuntuoso da parte della presidenza del PS esprimere una condanna del genere, è stato detto. Inoltre, il partito applica una responsabilità collettiva, perché parla di Israele e non dell'attuale governo.
Altri, invece, hanno affermato che anche i crimini di Israele devono essere denunciati. Il Consiglio federale è stato ripetutamente criticato per essere stato troppo passivo nei confronti di Israele.
Già nel suo discorso di apertura, la copresidente del PS Mattea Meyer (ZH) si era espressa sul tema di Gaza. Non è mai legittimo solidarizzare con le persone sbagliate. L'antisemitismo e l'esaltazione di Hamas non hanno posto nel PS, così come il razzismo anti-musulmano, ha affermato.
Il partito vede però una tendenza alla violenza anche al di fuori di Gaza. La consigliera federale socialista Elisabeth Baume-Schneider ha denunciato un ritorno alla misoginia. Il maschilismo, il sessismo e i pregiudizi stereotipati sarebbero letteralmente celebrati. Nel corso di quest'anno, 22 donne sono già state vittime di atti di violenza commessi da uomini. Questa cifra intollerabile fa venire i brividi, ha dichiarato Baume-Schneider.
Per la copresidente del PS Meyer, il ritorno a una violenza socialmente accettata è iniziato con l'elezione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A ciò è seguito un "anno di violenza". Una "violenza di stampo maschile in tutte le sue forme" permea la società e coinvolge anche la politica svizzera, in particolare l'UDC, ha aggiunto Meyer, che "attacca con una retorica brutale" tutti coloro che non possono difendersi.
Per l'altro copresidente del PS Wermuth, questo sviluppo ha anche a che fare con la concentrazione di denaro e potere nelle mani di una minoranza. La politica in Svizzera è orientata in maniera unilaterale verso gli interessi dei ricchi e delle grandi imprese. Tuttavia, i "super ricchi" rappresentano un pericolo, una minaccia per la libertà, la democrazia, il benessere e il clima, perché possono acquistare influenza politica.
Secondo il PS, una delle ingiustizie esistenti in Svizzera è che i ricchi pagano gli stessi premi dell'assicurazione malattie delle persone con redditi normali o bassi. I delegati hanno quindi lanciato l'iniziativa popolare "Sconti sui premi per rafforzare il potere d'acquisto".
L'iniziativa prevede che il 15% degli assicurati più ricchi dovrebbe pagare un supplemento, mentre il restante 85% dovrebbe beneficiare di una riduzione. Anche la classe media dovrebbe trarre vantaggio dal nuovo finanziamento. L'assicurazione di base sarebbe inoltre gratuita fino ai 18 anni.
Il PS ha infine formulato le sue raccomandazioni di voto. I socialisti invitano a votare "no" alle iniziative popolari dell'UDC "No a una Svizzera da 10 milioni!" e "200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)", mentre sostengono l'imposizione individuale. Solo l'iniziativa popolare "Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)" è stata oggetto di discussioni controverse: anche in questo caso, però, il partito ha deciso a larga maggioranza di raccomandare un "no".