Assistere e proteggere le vittime di violenza domestica e sessuale in modo semplice e immediato è fondamentale. Non è solo un aiuto alle persone interessate, ma ha anche un effetto preventivo. È l'opinione condivisa dal consigliere federale Beat Jans (DFGP), dalla consigliera di stato zurighese Jacqueline Fehr e dal vicepresidente della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) e consigliere di stato obvaldese Christoph Amstad in una conferenza stampa odierna.
I tre hanno pure visitato il consultorio per le vittime di Zurigo e una casa protetta per donne.
La lotta alla violenza domestica e sessuale è un compito congiunto di Confederazione e Cantoni, ma in prima linea ci sono strutture cantonali di aiuto come consultori, case rifugio o centri di assistenza medica.
Jans ha ricordato che con la revisione della legge sull'aiuto alle vittime (LAV) verranno ampliate le offerte di assistenza medica e medico-legale. Le vittime potranno infatti rivolgersi 24 ore su 24 a un ospedale o a un altro servizio per ricevere cure specialistiche, la cui attuazione spetterà ai Cantoni.
A maggio 2026 verrà inoltre attivato il numero breve nazionale 142 che offrirà una prima consulenza a qualsiasi ora. Il Canton Zurigo ha però deciso di anticipare la Confederazione e dal 1° novembre prossimo attiverà il numero "normale" 044 455 2 142. L'iniziativa è apprezzata dal ministro di giustizia e polizia, per il quale l'accesso alle prime cure e ai servizi di supporto per le vittime dev'essere il più semplice possibile.
Tra le varie misure adottate dal Canton Zurigo ci sono l'incremento del numero di alloggi protetti, una migliore gestione delle minacce e il progetto pilota di sorveglianza elettronica dinamica tramite GPS. Jans ha preso atto della richiesta dei Cantoni di realizzare una soluzione intercantonale e si è impegnato a trovare un approccio congiunto ideale.
Fehr, responsabile del dipartimento della giustizia e degli interni, ha invece spiegato che il suo Cantone negli ultimi anni ha costantemente aumentato l'offerta di case rifugio e ne ha garantito il finanziamento a lungo termine. D'altro canto avere una struttura così consolidata significa che molte donne da altri Cantoni cerchino protezione a Zurigo: attualmente questa quota è del 40%.
Sandra Müller Gmünder, responsabile del servizio cantonale di aiuto alle vittime, perora dunque una pianificazione interregionale e plaude il fatto che questa richiesta sia stata ripresa nella revisione parziale della LAV, obbligando i Cantoni ad allestire un'offerta appropriata di case protette, di alloggi d'emergenza e di sostegni post-accoglienza.
A questo proposito Amstad e la CDOS, stanno cercando di ampliare tale offerta e di differenziarla in base a gruppi mirati, assecondando pertanto un rapporto interno del 2024.