Svizzera

Russi in esilio protestano per la partecipazione di parlamentari russi vicini a Putin a Ginevra

Lettera aperta a Cassis e ai presidenti delle Camere chiede a Berna di dissociarsi dalla retorica aggressiva e di includere l'opposizione in esilio all'UIP

21 ottobre 2025
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Un'associazione di russi in esilio protesta, con una lettera aperta indirizzata al consigliere federale Ignazio Cassis e ai presidenti delle Camere federali, contro la partecipazione di parlamentari russi vicini a Putin alla 151esima assemblea dell'Unione interparlamentare a Ginevra.

"La presenza di membri dell'élite di Putin nella delegazione rappresenta una sfida diretta ai principi di pace, democrazia, stato di diritto e neutralità della Svizzera", si legge nella lettera inviata dall'associazione La Russia del futuro - Svizzera alla presidente del Consiglio nazionale Maja Riniker, al presidente del Consiglio degli Stati Andrea Caroni e al responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Ignazio Cassis.

Tra i membri di questa "élite" figurano in particolare Konstantin Kosachev, che fa sistematicamente propaganda per una guerra d'aggressione, Piotr Tolstoj, escluso dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa per la sua retorica bellicista, e Leonid Sluzki, autore e sostenitore di leggi repressive.

Piotr Tolstoj è vicepresidente della Duma, la camera bassa del Parlamento russo, Leonid Sluzki è presidente della commissione Affari esteri e Konstantin Kosachev è il suo omologo al Senato. Questi tre uomini figurano sulla lista delle persone oggetto delle sanzioni della Confederazione.

Per l'associazione questi rappresentanti russi non sono in grado di condurre un dialogo costruttivo: essi utilizzano la piattaforma dell'Unione interparlamentare (UIP), che si tiene a Ginevra fino al 23 ottobre, unicamente per simulare una legittimità internazionale e manipolare l'opinione pubblica.

I firmatari della lettera aperta "protestano fermamente contro la strumentalizzazione dei forum parlamentari e umanitari a fini di propaganda militare e di legittimazione dell'aggressione".

I russi in esilio chiedono alla Svizzera di dissociarsi chiaramente dalla retorica aggressiva dei delegati russi presenti sul suolo elvetico e insistono affinché l'UIP e la Confederazione includano nel programma ufficiale dell'assemblea rappresentanti dell'opposizione in esilio, impegnati per una Russia libera e pacifica.

Essi sottolineano che la presidente del Senato russo, Valentina Matvienko, era già venuta a Ginevra per un incontro dell'UIP, nonostante le sanzioni imposte dalla Svizzera, e che questa visita era stata "sfruttata" dalla propaganda russa.

"Pertanto, qualsiasi silenzio o mancanza di reazione ferma da parte della Svizzera diventa uno strumento diretto della propaganda del Cremlino", si legge nella lettera aperta. I firmatari si aspettano da Berna "una risposta immediata e decisa, che confermi il suo impegno nei confronti del diritto internazionale, dei valori umanitari e della difesa dei diritti umani, al di sopra di ogni considerazione di protocollo".