La risoluzione del Gran Consiglio sollecita i cantoni e il livello federale a non posticipare lo studio del francese e a promuovere le lingue nazionali
Il Gran Consiglio friburghese ha approvato oggi una risoluzione che chiede l'insegnamento di una seconda lingua nazionale nelle scuole elementari di tutta la Svizzera. L'intenzione è mandare un segnale a tutti quei cantoni che intendono iniziare l'apprendimento del francese solo alle medie.
Il tema è molto caldo: vari cantoni della Svizzera tedesca — su tutti il caso di Zurigo — hanno approvato o stanno discutendo lo stralcio dal piano di studi degli alunni delle elementari della lingua di Molière. La risoluzione vuole anche essere un appello alla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione e alle autorità federali affinché si impegnino per l'insegnamento degli idiomi nazionali.
Secondo i parlamentari friburghesi, la coesione della Svizzera si basa in particolare sulla capacità di comprendere e comunicare nelle altre lingue, così come su quella di conoscersi fra diverse regioni. Il rinvio alle medie dello studio del francese creerebbe invece una spaccatura nel Paese.
Sull'argomento ha già reagito pure il Consiglio federale, che a metà settembre ha incaricato il Dipartimento federale dell'interno (DFI) di elaborare una modifica della legge sulle lingue da porre in consultazione. L'idea è che, se necessario, le autorità cantonali vadano obbligate a insegnare una seconda lingua nazionale alle scuole elementari.