Studio dell'Università di Basilea: età media 52 anni, sostituzione del 22% entro il 2030 e fino al 40% entro il 2035, proposte su formazione, digitalizzazione e meno burocrazia
La penuria di medici di famiglia in Svizzera si inasprisce drasticamente. Stando a uno studio, entro il 2035 diverse centinaia di questi dottori dovranno essere sostituiti, mentre già oggi viene constatata una carenza.
Nell'ambito di un sondaggio dell'Università di Basilea presso 1'776 studi medici sono stati individuati cinque problemi principali, indica l'associazione Medici di famiglia e dell'infanzia Svizzera (MFE) in un comunicato diffuso oggi.
La popolazione attiva dei medici di base è invecchiata: l'età media si attesta attualmente a 52 anni, e il 13% ha già superato l'età di pensionamento ordinario. L'orario di lavoro è in calo (da 50 a 42 ore a settimana nel giro degli ultimi vent'anni) e il contatto con i pazienti diminuisce (-6 ore a settimana dal 2005) nonostante l'aumento contemporaneo degli oneri amministrativi.
Vi è poi un forte bisogno di ricambio - del 22% dei medici entro il 2030 e persino del 40% entro il 2035 - e già oggi oltre tre quarti dei medici di famiglia e una maggioranza dei pediatri reputa che sussiste una carenza generalizzata. In Ticino la quota è passata dal 13% nel 2010 al 64% (comunque la quota più bassa di tutti i cantoni), nei Grigioni dal 36 all'87%.
Per questo motivo MFE lancia l'allarme e chiede più posti di formazione, una formazione continua più vicina alla prassi, modelli di lavoro più attrattivi, una riduzione della burocrazia - ad esempio con l'aiuto dell'intelligenza artificiale - e una maggiore digitalizzazione per attirare nuove leve.
La realtà è drammatica e bisogna agire urgentemente, scrive MFE, secondo cui non va dimenticato che i medici di famiglia risolvono il 94% di tutti i problemi di salute, ma generano appena l'8% delle spese del settore sanitario. Senza la medicina di base i costi salirebbero ulteriormente e gli ospedali verrebbero messi maggiormente sotto pressione.
"I medici di famiglia sono la soluzione, non il problema. Chi vuole un'assistenza sanitaria buona, equa e accessibile deve rafforzare le cure di base e agire rapidamente", riassume il co-presidente di MFE Sébastien Jotterand.
Il sondaggio è stato effettuato tra gennaio e maggio 2025 in tutti i cantoni. Lo studio viene condotto ogni cinque anni dal 2000, e dal 2020 coinvolge anche i pediatri.