Svizzera

CN: iniziativa 10 milioni, al via dibattito "monstre"

22 settembre 2025
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È appena cominciato il dibattito "monstre" al Consiglio nazionale sull'iniziativa popolare dell'UDC "No a una Svizzera da 10 milioni (iniziativa per la sostenibilità)". Le discussioni verranno interrotte questa sera per poi riprendere e concludersi giovedì: ben 115 deputati si sono infatti annunciati per un intervento.

l'Iniziativa

Secondo l'iniziativa, prima del 2050 la popolazione residente permanente della Svizzera non può superare i 10 milioni di abitanti. Se la popolazione superasse i nove milioni e mezzo di abitanti prima del 2050, per garantire il rispetto del limite di 10 milioni il Consiglio federale e l'Assemblea federale dovrebbero prendere provvedimenti a livello legislativo, riguardanti in particolare il settore dell'asilo e del ricongiungimento familiare. Alle persone ammesse provvisoriamente non sarebbe più accordato il diritto di soggiorno duraturo.

Se la popolazione residente permanente superasse il limite di 10 milioni prima o dopo il 2050, sarebbero necessarie altre misure di carattere legislativo. L'iniziativa chieder esempio, di denunciare diversi trattati internazionali che promuovono la crescita demografica: l'Accordo con l'UE e i suoi Stati membri sulla libera circolazione delle persone (ALC) dovrebbe essere denunciato dopo due anni dal primo superamento del limite se non fosse possibile negoziare o invocare alcuna clausola di eccezione o di salvaguardia.

UDC contro tutti

Nonostante il marcato interesse attorno a questo dossier, i giochi sembrano già fatti. La competente commissione della camera del popolo, al pari del Consiglio federale, raccomanda di respingere il testo democentrista senza controprogetto (né diretto né indiretto), per 16 voti a 9. Idem per il controprogetto diretto del Centro, la cui entrata in materia è stata bocciata in commissione (19 voti a 6).

Per la commissione, la proposta democentrista, pur tematizzando una sfida reale, ossia la crescita della popolazione, non tiene conto del fatto che i residenti diventano sempre più anziani, mentre diminuisce la percentuale della popolazione attiva. Per garantire quindi un'evoluzione sostenibile a livello demografico la definizione di un limite massimo per la popolazione totale non rappresenta uno strumento adatto, giacché in futuro sarà necessaria forza lavoro per poter fornire i servizi di base, ad esempio nell'assistenza delle persone anziane oppure negli ospedali.

L'iniziativa, inoltre, metterebbe seriamente a rischio il benessere e le relazioni internazionali della Svizzera. Se fosse accettata sarebbe infatti necessario disdire gli accordi di libera circolazione delle persone. A causa della cosiddetta "clausola ghigliottina", anche gli altri accordi bilaterali con l'UE decadrebbero.

La commissione è anche scettica circa l'eventuale controprogetto diretto. A suo avviso, tale proposta non presenta alcun valore aggiunto, poiché riprende il limite massimo inattuabile dell'iniziativa. La controproposta sarebbe inoltre una manovra politica puramente simbolica, visto che non porterebbe né al ritiro dell'iniziativa, né al suo rifiuto in votazione.