Progetto pilota durato oltre un anno su quattro casi; autorità chiedono una soluzione nazionale per superare i limiti intercantonali
Un sistema di braccialetti elettronici per aggressori e vittime di violenza domestica è stato provato con successo nel Canton Zurigo. Ora le autorità chiedono una soluzione intercantonale per migliorarne l'efficacia.
Il progetto pilota, indica una nota odierna del Dipartimento cantonale della giustizia e dell'interno, è durato più di un anno e ha dimostrato che il controllo elettronico dinamico funziona.
Il test ha riguardato quattro casi, in cui il divieto di avvicinare la vittima è stato verificato 24 ore su 24 tramite la tecnologia GPS. Ed è proprio il fatto che anche la parte lesa porti il braccialetto a rivelarsi decisivo per il controllo del rispetto delle misure, come le interdizioni d'accesso e il divieto di avvicinare la vittima, sottolineano le autorità zurighesi nel comunicato.
Per esempio, l'aggressore deve rimanere a due chilometri di distanza dal luogo di lavoro, dall'abitazione della vittima e a una distanza predefinita dalla persona stessa. Se queste regole non vengono rispettate, il sistema innesca un allarme, permettendo alle forze dell'ordine di intervenire.
Questa prima esperienza ha però anche permesso di stabilire che il sistema di sorveglianza limitato ai confini cantonali è poco sensato; per questa ragione il Canton Zurigo intende ora promuovere una soluzione nazionale, in stretta collaborazione con la Confederazione.