Svizzera

Guy Parmelin firma l'accordo di libero scambio tra AELS e Mercosur a Rio de Janeiro

Firmato a Rio, l'intesa apre un mercato di 270 milioni di consumatori, prevede esenzioni doganali e potrebbe essere sottoposta a referendum

16 settembre 2025
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Il capo del Dipartimento federale dell'economia Guy Parmelin e i rappresentanti dei Paesi dell'AELS hanno firmato oggi a Rio de Janeiro l'accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur.

Concluso all'inizio di luglio dopo quattordici cicli di negoziati, l'accordo è ora giunto a una fase formale. Non è escluso che il popolo svizzero debba votarlo.

La firma dell'accordo di libero scambio tra i quattro Stati dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) - ossia Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia - e quelli del Mercosur - Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay - segna "un'importante pietra miliare nella politica commerciale svizzera", scrive il Dipartimento federale dell'economia (DFE) in un comunicato.

"Con 270 milioni di consumatori, il Mercosur è già oggi un mercato interessante per la nostra industria di esportazione e offre un notevole potenziale di crescita", aggiunge il DFE. Nel 2024, le esportazioni svizzere di merci verso i quattro Paesi sudamericani hanno totalizzato oltre 4 miliardi di franchi, con un aumento del 32% rispetto al 2014.

A medio termine, il 96% circa delle esportazioni svizzere verso i Paesi del Mercosur sarà completamente esente da dazi doganali e l'accordo dovrebbe far risparmiare alle aziende svizzere oltre 155 milioni di franchi all'anno.

Dibattiti accesi in vista

Una volta firmato da tutte le parti, l'accordo dovrà ancora passare al vaglio del Parlamento svizzero e di un eventuale voto popolare in caso di referendum. Le discussioni si preannunciano tese, con il partito dei Verdi che si è già detto "pronto" a un referendum e i gruppi di agricoltori che promettono di studiare il testo molto attentamente per scoprire quali concessioni sono state fatte per i prodotti agricoli sensibili.

Nel suo comunicato, il DFE ribadisce che i contingenti bilaterali per i prodotti agricoli sensibili sono "sostenibili" per l'agricoltura svizzera. Con questo accordo "moderno e ambizioso", la Svizzera prosegue con successo la sua politica di libero scambio: "In questi tempi di turbolenza economica, gli accordi di libero scambio sono decisivi per aprire l'accesso a nuovi mercati per l'economia svizzera di esportazione e per incoraggiarne la diversificazione", scrive il DFE.