Discussione accesa sull'iniziativa del Centro contro la penalizzazione fiscale del matrimonio.
Il Consiglio nazionale ha avviato oggi un intenso dibattito, della durata di circa sei ore, sull'iniziativa del Centro volta a contrastare la penalizzazione fiscale del matrimonio. Al termine della sessione, sospesa alle 21.45, l'esito rimane incerto, sebbene emerga una lieve tendenza verso il "no".
La proposta di modifica costituzionale, intitolata "Sì a imposte federali eque anche per i coniugi – Basta con la discriminazione del matrimonio!", si concentra sull'imposta federale diretta e prevede il cumulo dei redditi dei coniugi nella dichiarazione fiscale, escludendo così l'imposizione individuale.
Il nodo centrale della questione è la penalizzazione fiscale del matrimonio, già denunciata dal Tribunale federale nel 1984. Per affrontare il problema, il Parlamento ha approvato a giugno il passaggio all'imposizione individuale, che, se confermato da un referendum, sarà applicato a livello federale, cantonale e comunale.
Durante il dibattito, sono emerse posizioni già note. Lo scontro rimane ideologico e l'esito del voto, previsto per mercoledì, è incerto. L'imposizione individuale è stata approvata per pochi voti, mentre l'iniziativa del Centro è stata respinta in commissione con 13 voti contro 12.
Leo Müller (Centro/LU) ha sottolineato che i cantoni hanno già adottato misure per eliminare la penalizzazione fiscale del matrimonio, rendendo superfluo un intervento che inciderebbe sulla loro sovranità. Ha inoltre criticato l'onere derivante dalle 1,7 milioni di dichiarazioni d'imposta aggiuntive che l'imposizione individuale comporterebbe.
Paolo Pamini (UDC/TI) ha criticato l'incoerenza di passare all'imposizione individuale dopo aver introdotto il matrimonio per tutti, sostenendo che penalizza le coppie con un solo reddito e le madri sole.
Emmanuel Amoos (PS/VD) ha invece affermato che l'iniziativa del Centro rischierebbe di creare nuove disuguaglianze a svantaggio delle persone non sposate, evidenziando l'enorme differenza di costi tra le due proposte.
Sophie Michaud Gigon (Verdi/VD) ha sottolineato l'incentivo all'occupazione che deriverebbe dall'imposizione individuale, mentre Beat Walti (PLR/ZH) ha minimizzato l'impatto dell'aumento delle dichiarazioni fiscali grazie all'intelligenza artificiale.
Le visioni appaiono inconciliabili: da un lato UDC e Centro difendono la famiglia tradizionale, dall'altro la sinistra, il PLR e i Verdi liberali sostengono che le proposte del Centro siano superate. L'iniziativa centrista potrebbe essere respinta, ma l'ultima parola spetterà al popolo, con possibili votazioni future.
L'iniziativa del Centro prevede che i coniugi non siano svantaggiati fiscalmente rispetto alle persone non sposate. L'attuazione concreta spetterebbe al Parlamento, con possibili modelli di imposizione congiunta e calcolo fiscale alternativo.