Fedpol adotta una nuova direttiva allineandosi a pratiche internazionali, mantenendo altre caratteristiche identificative
Il colore della pelle di una persona ricercata non potrà più venire inserito dalle Polizie cantonali nel sistema di ricerca Ripol. Lo ha annunciato oggi l'Ufficio federale di polizia (fedpol), che si allinea così a una pratica già diffusa internazionalmente, confermando a Keystone-ATS una notizia pubblicata dal Blick.
La fedpol avrebbe già inoltrato ai corpi di polizia cantonali una direttiva in questo senso venerdì scorso.
L'indicazione del colore della pelle (bianco, nero o rosso) come componente di una segnalazione era messa in discussione già da un po' di tempo, riporta l'ufficio in una nota scritta. In uno scambio di esperienze con autorità partner straniere è emerso come questo non venga più considerato da Interpol, per esempio, in quanto impreciso. Di conseguenza anche nel sistema di ricerca svizzero questa indicazione non veniva quasi più utilizzata, essendo inserita in meno dell'un percento delle segnalazioni.
A rafforzare questa decisione il parere inviato alla fedpol da una non meglio precisata rappresentanza svizzera all'estero che riferiva di reazioni "molto sensibili" da parte delle autorità locali.
La fedpol sottolinea comunque che rimane possibile inserire caratteristiche relative alla provenienza come "asiatico", "arabo" o "balcanico", così come tratti particolari come la presenza di tatuaggi, piercing o cicatrici, oltre che altezza, età, corporatura e abbigliamento.